Aziende con l'acqua alla gola: già 230mila richieste d'aiuto

Boom di domande per aderire al Dl Sostegni: 550 clic al minuto nel primo giorno. L'assegno unico è legge

Aziende con l'acqua alla gola: già 230mila richieste d'aiuto

Arriva oggi al consiglio dei ministri il nuovo decreto Covid, con le regole aggiornate e qualche provvedimento d'urgenza come quello annunciato dal ministro Renato Brunetta, lo sblocco dei concorsi. Difficile che il capitolo «sostegni» si chiuda qui. Ci sono le categorie colpite da risarcire delle chiusure. E risposte da dare a una crisi sempre più evidente.

Un segnale di quanto gli aiuti siano diventati importanti per gli italiani è arrivato dal primo giorno delle domande per gli aiuti a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni a favore delle aziende che hanno registrato un calo del fatturato. Duemila nei primi dieci minuti. Tendenza che è proseguita per tutta la giornata, con un ritmo che è aumentato fino a i 550 clic al minuto nel sito dell'Agenzia delle entrate. In serata il contatore era arrivato a quota 230mila e 476 domande. Un successo per le misure del governo, ma anche il segnale di forti difficoltà. Una crisi confermata da Bankitalia con l'ultima Indagine straordinaria sulle famiglie italiane, relativa al novembre 2020.

Secondo il rapporto, oltre la metà della popolazione vive in famiglie che dichiarano di non disporre di risorse finanziarie sufficienti a mantenere uno standard minimo di vita per almeno tre mesi in assenza di entrate. Un terzo delle famiglie ha registrato un calo del fatturato e un altro 20% se lo aspetta nel corso del 2021. Il 40% degli affittuari ha problemi a pagare. Situazione che colpisce in modo particolare gli autonomi e chi era già disoccupato. Un quarto delle famiglie ha ricevuto un supporto dallo Stato. La spesa è calata e il 32% delle famiglie pensa ormai di ridurre anche quella alimentare. Rispetto alla stessa indagine condotta subito dopo il lockdown, le cose vanno un po' meglio almeno per quello che riguarda la percezione. Le prospettive risultano «meno pessimistiche di quelle formulate tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, periodo fortemente segnato dal primo lockdown».

Ma il bisogno di sostegni è confermato. Ed è difficile immaginare che si possa esaurire con la fine dell'anno, come spera il governo.

Ieri è arrivata in una fase finale una misura strutturale di sostegno alle famiglie: l'assegno unico, riforma della fiscalità di vantaggio che per una volta favorisce anche i lavoratori autonomi.

Al Senato è stato approvato definitivamente con 227 «sì», nessun contrario e 4 astenuti, il disegno di legge, che era stato approvato dalla Camera, fermo da quasi un anno. L'assegno prevede un contributo proporzionale alla condizione economica del nucleo familiare, come individuata dall'Isee o da sue componenti, tenendo conto dell'età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo all'offerta di lavoro del secondo percettore di reddito nel nucleo familiare.

A metà mese è prevista la presentazione del Def, con un taglio delle stime del Pil e a fine mese il piano definitivo dell'Italia sul Recovery Plan.

Qualche speranza sulla crescita è arrivata dal Fondo monetario internazionale, secondo cui il Pil del 2021 potrebbe crescere del 4,25%. Anche se «le prospettive per l'economia italiana dipendono dall'andamento della pandemia e dalle politiche di sostegno». A metà mese è prevista la presentazione del nuovo Def. Per il ministro Brunetta la previsione ufficiale della crescita sarà tra il 4 e il 5 percento.