L'appello del nord a Salvini: "Ora un cambio di passo"

Con una lunga missiva di tre pagine, militanti e dirigenti locali si sono rivolti a Matteo Salvini per chiedere di essere ascoltati

L'appello del nord a Salvini: "Ora un cambio di passo"

Nel giorno in cui Matteo Salvini ha effettuato il vertice a Palazzo Lombardia con Attilio Fontana per pianificare la campagna elettorale per le elezioni regionali 2023, dirigenti locali e militanti lombardi della Lega hanno scritto una lettera aperta al leader della Lega, pubblicata in esclusiva da Adnkronos. "La realtà dei nostri giorni ci obbliga a fermarci e riflettere" su quella che viene definita una "svolta nazionale del movimento".

In tutto pare siano tre le pagine in cui viene espresso il malcontento con l'obiettivo di arrivare a una raccolta firme con il preciso obiettivo di chiedere ai vertici di tornare ad ascoltare la base, "condividendo tra noi delusioni, amarezze e mal di pancia, abbiamo deciso di mettere per iscritto alcune osservazioni, perché chi occupa il giusto posto possa riflettere su ciò che la 'base' evidenzia e chiede, affinché le defezioni e i malumori diminuiscano e i militanti possano ritrovarsi ancora, come ai vecchi tempi".

I firmatari della missiva ricordano la prima epoca della Lega, "quando la voce del grande Bossi tuonava nell'etere, ma anche nei nostri cuori, come simbolo del Nord, di quella parte territoriale viva, produttiva, capace, ricca di positive prospettive per il futuro". Ora il clima sarebbe diverso dalle parti di via Bellerio, secondo quanto scritto nella lettera: "A distanza di anni, tra alti e bassi, ci troviamo però molto lontani da quello che erano i nostri valori e le battaglie per cui tutti noi lavoravamo con energie e sacrifici".

Nella lettera vengono avanzate delle richieste a Matteo Salvini: "Attendiamo da molto, troppo tempo l'elezione ufficiale delle figure di riferimento territoriali. Basta commissari, chiediamo che tutte le cariche tornino ad essere elettive. Basta con le decisioni calate dall'alto, basta con gli ordini dell'ultimo momento, magari non condivisi e 'recapitati' via messaggio. La sofferenza dei soci e dei militanti di sezione è palese, e la situazione sta esplodendo". I firmatari chiedono "rappresentanti politici, scelti dal territorio, espressione del territorio, legati al territorio, che lavorino per esso anche dietro le quinte, che collaborino con i segretari, che si interessino dei problemi della gente, che si incontrino con i sindaci".

Quindi, vengono mosse anche critiche alla gestione nazionale: "Siamo in una fase critica e difficile, è chiaro a tutti, anche a chi vorrebbe negarlo, ma non dobbiamo celarci dietro a ingannevoli messaggi sui social che evidenziano false vittorie. Oggi l'incoerenza domina su tutto, la politica tutta è appiattita e allineata senza orgoglio, pur di governare. I militanti non sanno più cosa rispondere a chi li ferma per chiedere spiegazioni". E nella lettera si chiede di tornare a parlare di uno dei temi ancestrali della Lega: "Autonomia, autonomia, autonomia", ma anche "contrasto all'immigrazione, sicurezza per il territorio e per i nostri giovani, lotta alla droga, parliamo di lavoro, battiamoci per togliere il vergognoso reddito di cittadinanza, difendiamo i temi della famiglia".

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