Leggi il settimanale

"Basta flagellarsi. La maggioranza c'è e il governo Meloni deve andare avanti"

La senatrice Michaela Biancofiore sferza la coalizione: "Non c'è stata alcuna sconfitta politica"

"Basta flagellarsi. La maggioranza c'è e il governo Meloni deve andare avanti"
00:00 00:00

Senatrice Michaela Biancofiore la sconfitta referendaria rappresenta, come dicono a sinistra, una sconfitta politica?

"Non appartengo al coro di quelli che generalmente dicono che si è vinto anche quando si è perso. Nella sostanza, però, abbiamo portato a casa 13 milioni di voti, tutta l'Avvocatura, metà della magistratura. Piangersi addosso è un inutile e superfluo e non serve al centrodestra per rilanciarsi".

E le preoccupazioni che si registrano nella coalizione di governo in questi giorni?

"Una autoflagellazione che non trova riscontro nella realtà. Quasi si voglia dar soddisfazione alle sinistre, come nella più classica sindrome di Stoccolma. Vorrei suonare la sveglia al mio schieramento. Abbiamo preso 13 milioni di voti, quindi come nelle elezioni politiche e tra i no ci sono anche nostri elettori, ergo abbiamo più voti".

Però non sono bastati in questo caso.

"La nostra vera vittoria è aver sentito ad urne chiuse l'Anm dire bisogna comunque riformare la magistratura. Paradossalmente loro si che non sottovalutano quei 13 milioni di voti e il coraggio di molti magistrati. Ecco perché dobbiamo andare avanti. Abbiano perso una battaglia ma basta cedere il passo agli avversari".

Chi ha vinto però conta su due milioni di voti in più.

"Appunto, chi ha vinto? Trattasi del consenso delle sinistre alle prossime elezioni? Io non lo credo. Stanno peccando di arroganza e di incoerenza nelle quali sono maestri. Attualmente non hanno ottenuto altro che un paese spaccato a metà grazie alla mistificazione della riforma, che molti di loro volevano. Tanto che la stessa Anm dice bisogna dialogare per una riforma. La vittoria morale è del centrodestra perché è stato capace di far partecipare i cittadini come non mai e di portare in discussione un tematiche molto dibattute dalle stesse toghe. Sono le sinistre che dovrebbero rendersi disponibili al dialogo, proprio come ha dimostrato di fare l'Anm".

A sinistra anche le dimissioni della ministra Santanchè sono state viste come un segno di debolezza della maggioranza.

"Anche in questo caso si vedono le contraddizioni della sinistra. Nella campagna referendaria continuavano a dire che la nostra è la costituzione più bella del mondo. Peccato che la nostra Carta dice proprio che si è colpevoli soltanto a sentenza definitiva. Il ministro Santanchè non è tale. Chi non è stato giudicato colpevole non sarebbe tenuto a dimettersi. Poi ci sono le valutazioni politiche che spettano al premier che ci ha portati al governo con la sua visione ed è ovvio che una persona seria come Daniela Santanchè ha accettato di rinunciare al ruolo di governo. Ma è sempre bene ricordare che la costituzione non prevede la rimozione di un ministro".

Tra le obiezioni che hanno fatto ai difensori della riforma c'è il fatto che è arrivata blindata in parlamento dal voto di fiducia.

"Questo secondo me è stato effettivamente un errore. Forse concedere qualche emendamento anche al centrosinistra sarebbe stato meglio. Si è fatto lo stesso errore che ha fatto Renzi quando portò in parlamento una riforma costituzionale blindata per evitare di condividerla con il centrodestra all'insegna dell'all-in".

Adesso la strada delle riforme è più difficile?

"È più difficile sicuramente. Ma noi dobbiamo fare quanto promesso agli elettori. Basta vedere quanto successo oggi al corteo romano (ieri, ndr). C'è un'escalation di violenza verbale e di simbologia che di sicuro non favorisce il dialogo. È più difficile anche perché abbiamo dato l'impressione alla sinistra che il governo ne sia uscito ammaccato

E non è così?

"I numeri del centrodestra secondo i sondaggi non ne hanno risentito. L'azione del premier Meloni è stimata a 360 gradi sia in Italia che nel resto del mondo. A sinistra stanno vedendo un film che si sono girati da soli. La maggioranza è solida. I numeri in parlamento pure"

Si è parlato in questi giorni di un eventuale ritorno anticipato alle urne. Secondo lei è una strada percorribile?

"È una strada che sa di paura. Non è dalla Meloni avere paura. Il premier è una persona che va sempre fino in fondo. Andare al voto senza nessuna motivazione visto che il governo è in piena salute darebbe l'idea di una scappatoia e la Meloni non è una che scappa".

Quindi la prossima mossa è la riforma elettorale.

"No. La riforma elettorale è solo un mezzo. Il fine del governo Meloni è cambiare questo Paese e soprattutto rilanciare l'economia".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica