Berlusconi, condanna e decadenza: cinque anni di calvario

Sono stati cinque anni difficili per Silvio Berlusconi. Dopo la condanna del 2013 il Cavaliere a causa della legge Severino ha dovuto rinunciare a candidarsi alle elezioni

Berlusconi, condanna e decadenza: cinque anni di calvario

Sono stati cinque anni difficili per Silvio Berlusconi. Dopo la condanna del 2013 il Cavaliere a causa della legge Severino ha dovuto rinunciare a candidarsi alle elezioni. Adesso il verdetto del Tribunale di Milano ha dato il semaforo verde all'ex premier che torna così in campo. Tutto è cominciato con la condanna definitiva del 2013. Il 4 agosto dello stesso anno il Cav aveva annunciato: "Non mollo". Il 4 ottobre la Giunta del Senato vota la decadenza di Berlusconi. Sempre nell'ottobre del 2013 il Cavaliere decide di votare la fiducia all'esecutivo dopo giorni di fibrillazioni. Intanto a settembre i suo legali presentano già il ricorso davanti alla Corte di Strasburgo.

A novembre rinasce Forza Italia che passa all'opposizione. Il 2014 è l'anno del patto del Nazareno. Berlusconi varca la soglia della sede del Pd e con Matteo Renzi dà vita ad un patto sulle riforme e sul cambiamento della legge elettorale. Il patto dura fino al febbraio del 2015. In quella occasione il Cavaliere rompe l'accordo con l'allora segretario dem. Un mese prima Renzi aveva proposto Mattarella al Colle, scelta non avallata da Berlusconi. Il 6 marzo 2015 Berlusconi termina i servizi sociali a Cesano Boscone. Passeranno due anni. A novembre 2017 prende il via l'udienza alla Corte di Strasburgo. La sentenza potrebbe arrivare nell'autunno del 2018. A marzo scorso il Cav non si candida alle elezioni sempre per l'effetto della Legge Severino. Si arriva infine ad oggi, 11 maggio, con la sentenza del Tribunale di sorveglianza che ha riabilitato il Cavaliere. Adesso può nuovamente candidarsi.

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