Berlusconi: "Non ho ancora un erede"

Il Cav pronto a un nuovo soggetto politico "come un comitato elettorale". Su Renzi: "Fa solo slogan". A chi ha abbandonato Forza Italia: "Professionisti della politica"

Berlusconi: "Non ho ancora un erede"

A una settimana dalle elezioni regionali Silvio Berlusconi si è accomodato nel salotto di Fabio Fazio e ha ribadito di non aver ancora scelto un erede.

"In una monarchia è il sovrano che decide il successore. In democrazia lo decide il popolo". "Ha già trovato un erede in casa?", gli chiede Fazio. "Non ho mai pensato a un erede. Se c'è non si è ancora fatto vivo, spero accada presto. Io? Sono stato reso incandidabile e ho un'età. Potrò dare una spinta, potrò andare per l’Italia a promuovere questo sogno. Ma il leader deve avere carisma. Penso a qualcosa un poco diverso dalle primarie, che sono larghissimamente manipolabili. Con le primarie sono stati scelti i peggiori sindaci che le città abbiano avuto nella storia. Meglio una o più convention sullo stile dei partiti Usa".

Per quanto riguarda il futuro del centrodestra, il Cavaliere spiega che sogna non un nuovo partito, ma un "grande soggetto" che sia come "un comitato elettorale" che raccolga i moderati d'Italia. "La mia crociata di libertà va proprio nella direzione di creare una maggioranza politica di moderati, l’unica che può strappare potere alla sinistra. Ma bisogna estendere i confini di Forza Italia che sarà solo il lievito, il coagulo di questo grande rassemblement". Una coalizione che sarà però diversa dalla Casa delle libertà: "È stato il primo tentativo, ma lì c'erano solo i partiti. In questa nuova formula si va oltre".

Poi l'attacco a Renzi e il suo governo: "Non siamo una democrazia, la situazione è preoccupante", ha detto Berlusconi, "C’è un signore mai eletto. In Italia c’è una democrazia sospesa, che non mostra di sapere ciò che ha bisogno il Paese e sta portando l’Italia ad una crisi forte. Serve una rivoluzione liberale". Del resto, sostiene il leader di Forza Italia, il suo partito ha avuto un calo dei consensi perché "mentre io ero confinato a casa mia e in un anno ho fatto zero tv Renzi e Salvini sono stati presenti sulla tv nazionale 6 ore alla settimana".

Tra l'altro, aggiunge, "Renzi ha fatto tante cose che però non hanno influito su benessere italiani, anzi le cose sono molto degradate. Oggi la prospettiva è al contrario una prospettiva di povertà e questo e quello che mi fa sentire responsabilità di non abbandonare sfida di non abbandonare la sfida del 1994". Servono invece tre rifome: "Una riforma della macchina dello Stato, una riforma del Fisco e una riforma della magistratura. Renzi viene da una cultura e da una tradizione che non gli consente di realizzare la riduzione della spesa pubblica: meno tasse sulle famiglie, sulle imprese e sul lavoro. Renzi non può fare il bene del Paese".

Per quanto riguarda chi in passato ha lasciato il suo partito, dice: "Hanno abbandonato FI dei professionisti della politica. Per me e per la maggioranza di FI la politica è dovere, loro fanno politica per il proprio tornaconto. Non hanno speranza di un futuro politico. Alfano? È attaccato alla sua poltrona con un forte affetto...".

Infine anche un commento su Beppe Grillo: "Durante le elezioni europee ho decretato la fine Grillo. La sua storia è finita, oggi non c’è alcuna possibilità che vada da qualche parte, i parlamentari del Movimento 5 stelle non contano nulla, Grillo non è più un pericolo, andrà verso un degrado continuativo, ci vorrà del tempo ma è così. Il disegno del M5s è demenziale".

Non sono mancati gli scherzi e le battute: "Le posso dare un consiglio da vecchio editore di tv?", ha esordito il Cav, "Quando uno comincia ad entrare nella maturità come Fazio e vede una barba grigia, dovrebbe avere il coraggio di tagliarsela, viene meglio nelle telecamere". Poi a Fazio che gli chiedeva come mai non aveva mai fino ad ora accettato il suo invito alla trasmissione risponde: "Non sono mai pervenuti. Ma abbiamo avuto un appuntamento telefonico che poi non è diventato un incontro e abbiamo cantato insieme una canzone francese".

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