Elezioni politiche 2022

Berlusconi rilancia il Sud con il Ponte e l’alta velocità

"Assurdo il gap con il Nord. Colmarlo è una priorità". Proposta sull’Iva: "Via dai beni di prima necessità"

Berlusconi rilancia il Sud con il Ponte e l’alta velocità

«Oggi più che mai è una scelta di campo». È la scritta che campeggia nei primi cartelloni elettorali comparsi nei grandi centri urbani. Berlusconi torna protagonista sotto il simbolo di Forza Italia, impreziosito dalla garanzia internazionale del Partito popolare europeo. E la scelta che il leader azzurro propone agli elettori riguarda una visione della società e della gestione dell'economia molto differente da quelle del centrosinistra. «Bisogna snellire la pressione fiscale e ridare ossigeno alle imprese - spiega in un suo intervento a Radio Norba -, perché la ricchezza a nostro avviso va creata e non redistribuita, come chiedono i nostri avversari».
Anche sui social il presidente di Forza Italia torna a parlare di economia e di consumi. E su Twitter lancia una proposta destinato a divenire uno dei cavalli di battaglia di questa campagna elettorale. «Di fronte all'inflazione, che sta erodendo i redditi e i risparmi delle famiglie - scrive Berlusconi -, vogliamo azzerare l'Iva sui prodotti di prima necessità come il pane, la pasta o il latte». D'altronde il cosiddetto «carrello della spesa» ha subito aumenti fino al 9,1%. Un tasso che non si registrava dal 1984. Inoltre, questa è una proposta che vede da tempo Forza Italia e Lega concordi. Tanto che Salvini cercò già di far introdurre una misura simile nel Decreto Aiuti bis prima della caduta del governo Draghi.


Poi, nel corso dell'intervista a Radio Norba, Berlusconi è tornato sul tema del Mezzogiorno e soprattutto sulla delicata questione dell'autonomia differenziata, che la Lega vuole porre al centro dell'agenda del prossimo governo. «Lo sviluppo e l'emancipazione del Meridione sono una delle costanti dell'impegno di Forza Italia - spiega Berlusconi - tanto che i miei governi sono stati quelli che hanno investito le risorse maggiori nella storia repubblicana».


Questo non è in contraddizione con la proposta di un'autonomia differenziata che lo stesso leader azzurro accoglie favorevolmente. «Ma soltanto a un patto - spiega -: da liberale ritengo che i servizi essenziali devono essere garantiti a tutti i cittadini italiani senza differenza. Proprio come ci impone la Costituzione ma anche come suggerisce il buonsenso». «Semmai - aggiunge - è giusto pensare a una forma di sana concorrenza tra le regioni sui costi e servizi erogati. Fattore che può giovare al nord quanto al sud». E comunque, commenta il leader azzurro, «è incredibile che dopo oltre 150 anni siamo ancora qui a parlare ella questione meridionale. Ecco perché abbiamo chiesto che una consistente quota dei fondi del Pnrr vengano destinati alle infrastrutture del Sud». Berlusconi torna a parlare dell'alta velocità e del gap tra nord e sud su questo tema. «Deve arrivare fino a Palermo» conferma il leader azzurro. «Ed è ovvio quindi che anche il Ponte sullo Stretto fa parte del nostro piano». Infrastruttura, quest'ultima, che sarebbe già da tempo a disposizione di tutti se, sottolinea Berlusconi,«la sinistra non avesse bloccato un'opera che era già stata progettata e finanziata». Nonostante la perplessità della Meloni sul Ponte, l'opera rientra non soltanto nel programma di Forza Italia per le politiche ma anche in quello che il partito berlusconiano proporrà per la campagna elettorale in Sicilia, come annunciato da Stefania Prestigiacomo, candidata in pectore di Lega e Forza Italia per la successione a Nello Musumeci.


E sempre su Radio Norba, Berlusconi ripropone il tema della riforma fiscale. «Non abbiamo nessuna intenzione di aumentare il debito pubblico - dice il leader azzurro -. Le regole europee sui conti pubblici saranno rispettate. Per le nostre proposte, a partire dalla flat tax al 23%, abbiamo pensato alla copertura. D'altronde i tagli fiscali avranno come primo effetto (dimostrato già in oltre 50 Paesi che adottano questa misura) un potente incentivo alla crescita che si tradurrà in più occupazione e più consumi, quindi in maggior gettito per lo Stato».

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