Berlusconi riparte dal fisco: 11 miliardi di tagli alle tasse

Il Cav riunisce gli azzurri e detta la linea: stop al reddito 5s e proroga dei bonus per l'edilizia. E domani vede Salvini

Berlusconi riparte dal fisco: 11 miliardi di tagli alle tasse

La riunione congiunta dei ministri della Lega insieme con quelli di Forza Italia è in programma per domani. E saranno presenti anche Berlusconi e Salvini. Momento cruciale per mettere a punto una posizione comune da presentare a Draghi. Da qui parte la road map del centrodestra per arrivare alla legge di Bilancio prima e all'elezione del nuovo inquilino del Quirinale poi, punto - quest'ultimo - da condividere con Fratelli d'Italia.

Intanto ieri Berlusconi ha riunito i vertici di Forza Italia, presente anche la ministra Mariastella Gelmini. Assenti gli altri due suoi colleghi di governo Brunetta (perché impegnato proprio a Palazzo Chigi per un incontro con i sindacati) e Carfagna (assente per motivi familiari).

La politica economica resta al centro dell'azione di Forza Italia che vuole innanzitutto tagliare il cuneo fiscale, «per una cifra - spiega lo stesso Berlusconi - di almeno undici miliardi di euro».

La ripresa economica passa necessariamente, poi, per la proroga dei bonus che sostengono il comparto dell'edilizia. Vantaggi fiscali che stanno rivitalizzando, aggiunge il leader azzurro, la lunga filiera di un settore «che è dunque in grado di generare l'effetto propulsivo più elevato sull'economia rispetto a tutti gli altri comparti di attività». E in questo caso bisogna sciogliere alcune criticità che si sono evidenziate in questi mesi. «Come - suggerisce lo stesso presidente di Forza Italia - le procedure che vanno semplificate e rinnovare per almeno tre anni i diversi bonus: 110%, sisma bonus, e gli interventi per il risparmio energetico».

Sul governo, poi, si dovrà fare pressione per un rinvio selettivo delle cartelle esattoriali per i debiti prodotti nei mesi della pandemia. E per chiedere la riforma del Reddito di cittadinanza. «Gli imprenditori lamentano di non riuscire a trovare lavoratori - conferma lo stesso Berlusconi - Il reddito di cittadinanza non si è rivelato solo una misura per contrastare la povertà, ma ha drogato il mercato del lavoro, aumentando il lavoro nero. Inoltre è finito nelle tasche di furbetti e delinquenti. Bisogna separare la platea degli occupabili, che sono in grado di lavorare e dunque devono farlo, da tutti gli altri che, invece, devono continuare a essere destinatari di interventi di welfare». A fine riunione Berlusconi si è poi raccomandato con i suoi. «Basta di usare l'espressione green pass. Se lo avessimo chiamato sin dall'inizio per quello che è, cioè certificato sanitario, come lo chiamò sempre io, non avremmo avuto così tante persone disposte a scendere in piazza per protestare».

In mattinata, Berlusconi, aveva inoltre partecipato alla riunione con il gruppo degli europarlamentari azzurri, parlando della necessità, per la Ue di essere più solidale, coesa e forte militarmente: «Il problema delle migrazioni non si risolve costruendo muri - sottolinea Berlusconi - ma al contrario condividendo scelte di rigore, di accoglienza e di fermezza secondo i casi. Il grande piano Marshall per l'Africa, del quale parliamo da tanto tempo, è un progetto così ampio che solo l'Europa ha la dimensione per affrontarlo. Così come la stabilizzazione della sponda Sud del Mediterraneo, dei paesi sub-sahariani, del Medio Oriente». Le priorità quindi sono: «una comune politica estera europea e un comune strumento di difesa, naturalmente in sinergia con l'Alleanza Atlantica. Ne abbiamo parlato noi per primi. Ora se ne sono resi conto molti altri, anche alla luce dell'impotenza dimostrata dall'Europa nella catastrofe afghana».

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