Bertinotti: "Sinistra? Quella tradizionale è morta. Deve rinascere"

Intervistato da "Quotidiano Nazionale", Fausto Bertinotti fa un'analisi dettagliata e critica della situazione: "Elezioni regionali? Hanno vinto i governatori, non i partiti. La sinistra deve ripartire dai movimenti"

Bertinotti: "Sinistra? Quella tradizionale è morta. Deve rinascere"

Mentre il governo giallorosso ed i suoi sostenitori continuano a festeggiare per il risultato delle votazioni, c'è chi invece analizza con freddezza la situazione, spiegando come la sinistra sia ormai ben lontana dagli ideali di un tempo. Intervistato dal "Quotidiano Nazionale", Fausto Bertinotti, una delle grandi personalità del mondo della politica, si dimostra molto critico nei confronti di coloro che adesso si ritengono dei vincitori. Alla domanda del giornalista, che chiede se la sinistra sia oramai scomparsa, considerati i litigi e le frammentazioni, l'ex presidente della Camera risponde:"No, così non si comprende il nocciolo del problema. Non si capisce il contesto, il perché di questa crisi che è insieme della politica e della democrazia. Crisi in cui si innesta la debolezza della sinistra cosiddetta rivoluzionaria, ma anche di quella cosiddetta riformista".

Bertinotti propone quindi un'analisi del contesto attuale."Basta con le vecchie categorie. Basta col Novecento. Ribaltiamo il nostro modo di ragionare. La sinistra politica tradizionale è morta. Non esiste più", attacca. "Ci sono gli stessi nomi di una volta, ma una cosa è il contenitore e un’altra il contenuto. Non basta chiamarsi 'comunista' per essere tali. La sinistra è altrove". Una lezione bella e buona, quella di Fausto Bertinotti, che continua: "La sinistra 'civile' esiste. Però si basa su presupposti diversi. Le sigle che vediamo sono irrilevanti. Le novità vanno cercate altrove". L'ex politico rivolge dunque il suo sguardo agli Stati Uniti, dove in questo momento stanno avendo luogo numerose proteste, ed alla Francia, a Marsiglia.

Secondo Bertinotti, la sinistra non deve puntare a sopravvire (comportamento ampiamente dimistrato dall'eccessivo entusiasmo per il risultato delle elezioni), bensì a rinascere. "L’importante, e lo sottolineo con forza, è smetterla con questa concezione della 'sopravvivenza'. La sinistra deve rinascere dalle sue ceneri inserendosi con forza, come sta facendo in alcune realtà, nella società, cercando di capire e di passare all’azione", prosegue l'ex presidente della Camera. "Deve stare dentro i fenomeni inediti e non continuare a porsi il problema della continuità. Non serve".

Che cosa è successo alle regionali?"Alle Regionali abbiamo avuto un Pd, che, da tempo, ha dato il via a una mutazione genetica proponendo un modello sostanzialmente liberale, che si appoggia a fenomeni presidenzialisti", spiega Bertinotti a "QuotidianoNazionale". "Il risultato delle elezioni del 20 e 21 ha visto protagonisti i governatori. Non i partiti. Insomma, ha ragione De Luca". Riconfermato alla guida della Campagnia, il governatore ha infatti dichiarato che a vincere è stato il leader di un popolo, non certo la sinistra.

Le parole di Bertinotti sono chiare, il Partito Democratico ed i suoi alleati hanno ben poco da festeggiare. Solo attraverso le elezioni nazionali il Pd potrà realmente sapere qual'è il giudizio degli italiani nei suoi confronti. Secondo l'ex segretario di Rifondazione la sinistra ha ancora una possibilità di recuperare, ma il percorso da intraprendere è"lungo e difficilissimo". L'importante è ripartire dai movimenti, tornare a battersi per l'uguaglianza. Soltantanto in questo modo, conclude Fausto Bertinotti, la sinistra "tornerà ad avere un’anima e un seguito".