"Saman? A sinistra femministe a giorni alterni", "E per la destra son tutti cattivi"

Per la rubrica Il bianco e il nero, sul caso di Saman Abbas, abbiamo intervistato la deputata dem Lia Quartapelle e la forzista Gabriella Giammanco

"Saman? A sinistra femministe a giorni alterni", "E per la destra son tutti cattivi"

Fa ancora discutere caso di Saman Abbas, la 18enne d'origine pachistana scomparsa da un mese dopo essersi rifiutata di accettare un matrimonio combinato. Per la rubrica Il bianco e il nero, su questo tema, abbiamo intervistato la deputata dem Lia Quartapelle e la forzista Gabriella Giammanco.

Cosa pensa del caso Saman?

Giammanco: "Una tragedia, una storia terribile ma più comune di quanto si immagini. Sono tante le giovani donne vittime di violenza di matrice islamica, costrette a sposarsi dalla famiglia che sceglie per loro il futuro marito. Se si ribellano a un matrimonio combinato vengono rapite o, addirittura, uccise. Ricordo il caso di Hina, a cui il padre tolse brutalmente la vita perché voleva vivere da occidentale, o la terribile fine di Sanaa, uccisa perché voleva sposare un italiano. C’è da chiedersi quante siano in realtà le storie di costrizioni e soprusi sommerse...L’Italia dovrebbe aprire una seria indagine su questo fenomeno, per capirne la portata e mettere a punto misure efficaci per contrastarlo".

Quartapelle: "Continuo a sperare, anche contro l’accumularsi di notizie, che Saman sia ancora viva. È un crimine orrendo, contro natura, quello che porta dei genitori a uccidere la figlia per tutelare il proprio onore. Spero che la storia di Saman finisca in modo diverso dalla storia di Hina Saleem, la ragazza di origine pachistana uccisa in provincia di Brescia nel 2006 dai parenti per essersi sottratta a un matrimonio combinato, o di Sana Cheema, la ragazza italo-pachistana uccisa nel 2018 in Pakistan dopo aver rifiutato un matrimonio combinato".

Perché le femministe si stracciano le vesti sul sessismo, sulla Rai e altro, ma tacciono su questo tema?

Giammanco: "Evidentemente sono femministe a giorni alterni. C’è molta ipocrisia, si glissa su eventi così gravi ma si grida allo scandalo per questioni insignificanti. Il testo di una canzone o un complimento suscitano indignazione ma sarebbe bene guardare alla sostanza più che alla forma. La difesa dei diritti non dovrebbe avere colore politico né etichette. Femministe o meno, dovremmo difendere le donne oppresse dall’estremismo islamico. In nome di questa religione si diventa ciechi. Si commettono attacchi terroristici, si uccidono persone innocenti, si considerano le donne schiave degli uomini e se ne calpesta la volontà. Alcune donne, ho notato con sconforto, sono arrivate a fare apologia del burqa perché lo considerano espressione di libertà quando, al contrario, è simbolo dell’oppressione per eccellenza. Oriana Fallaci ha raccontato bene cosa fosse questo indumento nel suo primo reportage sull’Islam: 'Vi sono donne nel mondo che ancora oggi vivono dietro la nebbia fitta di un velo come attraverso le sbarre di una prigione'”.

Quartapelle: "Perché i giornali non danno spazio a quanto femministe e persone di buona volontà stanno dicendo e facendo sul caso Saman? C’è stata una grandissima mobilitazione civile e politica sul caso. Venerdì 28 maggio nel comune di Novellara, il comune di Saman, è stata organizzata dalla sindaca una fiaccolata di solidarietà. Ci sono state dichiarazioni di tante e tanti, tra cui il collega Andrea Rossi, a sostegno di Saman. Non ne ho visto traccia né sul vostro giornale, né su tanti altri mezzi di informazione. Non è abbastanza tragica la vicenda in sé? Che senso ha strumentalizzare politicamente la scomparsa di una giovane donna?".

Perché una parte della sinistra sembra sempre voler proteggere l'islam a prescindere?

Giammanco: "È una difesa meramente ideologica. Si difende il multiculturalismo a prescindere, dimenticando che una società multiculturale funziona se tutti ne accettano i valori e i principi fondanti altrimenti si rischia il caos. Una certa sinistra ha nei confronti del tema 'donne e Islam' lo stesso approccio che ha con gli omosessuali: in Italia spinge per dare loro, giustamente, maggiori tutele ma poi fa finta di non vedere che in alcuni Paesi islamici vengono perseguitati e lapidati. Dobbiamo smetterla di avere paura di rivendicare la nostra cultura occidentale, la nostra identità, il nostro stile di vita. Mi viene in mente il paradosso della tolleranza di Popper, non possiamo tollerare gli intolleranti perché corriamo un grande rischio: una collettività caratterizzata da tolleranza indiscriminata è destinata ad essere dominata dalle frange più intolleranti presenti al suo interno".

Quaratapelle: "La lotta contro il terrorismo di matrice islamista, contro i matrimoni forzati, i delitti d’onore, contro ogni forma di oscurantismo, estremismo religioso e fanatismo, devono vedere unita la politica. In questi anni ho partecipato a varie manifestazioni di ragazze musulmane che si ribellavano a imam che avevano proibito l’uso della bicicletta alle musulmane, a iniziative di associazioni di donne musulmane contro la violenza sulle donne. Non ho mai visto esponenti della destra. Come mai? Forse perché per una certa destra è più semplice dire che tutti i musulmani sono cattivi, e così si occultano e dimenticano le giuste battaglie di donne musulmane che lottano per essere libere?".

Può esistere un islam moderato?

Giammanco: "Sono molto scettica su questo...".

Quartapelle: "Esistono gli imam che ieri in Italia emesso una fatwa contro i matrimoni combinati forzati e l'altrettanto tribale usanza dell'infibulazione femminile. Più che le etichette mi interessano i fatti, e questi sono fatti importanti".

Come si possono prevenire altre situazioni di questo tipo?

Giammanco: "L’Italia con il PNRR sta affrontando seriamente la questione di genere, c’è grande attenzione alla parità salariale, al gender gap, alle quote rosa, alle misure a sostegno della natalità, alla conciliazione dei tempi di vita familiare coi tempi del lavoro. Le istituzioni possono fare molto così come la scuola. Nel 2021 ci sono donne che nel nome di un credo religioso vengono ancora sottoposte a coercizione fisica e morale. Ecco, credo che la politica dovrebbe iniziare ad accendere un faro su di loro, lasciando da parte ogni ideologia per mettere in campo ogni strumento possibile per prevenire certi abusi".

Quartapelle: "Quello che colpisce del delitto di Hina, e quello che colpisce della storia di Saman, è che in entrambi i casi le ragazze, dopo un periodo di lontananza, sono tornate a casa. Ed è in quel frangente che Hina è stata uccisa e Saman è scomparso. Sono ragazze che si sono rese conto del pericolo, che hanno cercato aiuto, e che poi però hanno risposto alla chiamata della famiglia.È su questo che si deve lavorare. Sulla prevenzione, sulle misure di sostegno, e sul non lasciare mai sole queste ragazze, che vivono un dramma esistenziale che fatichiamo a capire. Queste ragazze sono ragazze che vivono divise tra la propria voglia di libertà e l’affetto che provano per la propria famiglia, per quanto questa possa essere soffocante e pericolosa. Vanno aiutate, sostenute, liberate. È a loro che dobbiamo pensare, non a fare una polemica politica basata sul nulla che non serve davvero a evitare altre morti".

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