Blitz e granate, preso il killer di Prato

Le teste di cuoio dei carabinieri arrestano Stefano Marrucci: era latitante da 12 giorni

Blitz e granate, preso il killer di Prato

Ha un curriculum criminale di tutto rispetto e al pari è stato affrontato ieri Stefano Marrucci, il cinquantacinquenne di Firenze, accusato di aver ucciso con un colpo di pistola Gianni Avvisato, personal trainer e cameriere di 38 anni.

Trenta agenti in tenuta anti-sommossa e i colleghi del comando di Prato hanno usato granate stordenti per scovarlo la scorsa notte in un affittacamere abusivo in via Catalani, zona Romito. Si trovava a cento metri in linea d'aria dalla sua abitazione ed era in compagnia della moglie peruviana e altri tre connazionali, che al momento non sono accusati di nulla.

Il delitto si era consumato il 24 novembre, quando Marrucci al culmine di un violenta lite, aveva sparato e ucciso con un colpo di pistola al linguine Avvisato, che si trovava di fronte alla sua abitazione di Comeana (Prato). Poche ore dopo il delitto gli investigatori avevano arrestato Andrea Costa, imbianchino di 35 anni, indagato per concorso in omicidio per aver svolto il ruolo di autista nell'agguato.

La latitanza di Marrucci, invece, è durata dodici giorni, in cui si sarebbe spostato spesso per non farsi catturare. L'altra notte per sorprendere e neutralizzare il pluripregiudicato sono state usate diverse «flashbang», granate stordenti, che accecano per pochi secondi e fanno perdere l'equilibrio. Sono in uso alle teste di cuoio ed erano necessarie perché gli investigatori sapevano che il ricercato era in possesso della pistola calibro nove utilizzata per il delitto e usa le armi spesso e volenteri. Sull'arma sequestrata, che risultata essere stata rubata nel 2014 da un'abitazione nel livornese, verranno effettuati gli opportuni accertamenti balistici.

Si sa che nove anni fa Marrucci era stato indagato per aver compiuto una rapina insieme al padre dell'uomo che mercoledì ha ucciso. Ma entrambi prosciolti. Il fiorentino è noto alle forze dell'ordine dal 1987 quando a soli 22 anni ha ucciso il rivale in amore: il boss mafioso catanese Agostino Mirabella. Poi la sua vita è stata un susseguirsi di fughe, evasioni e carcere, dopo aver più volte ferito carabinieri e poliziotti.

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