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Bonaccini, buco da un miliardo nella Sanità degli addetti stampa

Spese in staff e comunicazione. La Regione gioca la carta Pnrr

Bonaccini, buco da un miliardo nella Sanità degli addetti stampa

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Un miliardo di euro: ecco a quanto ammonta il debito sulla sanità nella sola regione Emilia Romagna. Un buco che, dicono gli amministratori regionali, si cerca di coprire con i fondi del Pnrr ma per ora, sembrerebbe, con scarsi risultati. Ed è proprio il presidente Pd dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che in un'intervista a La Stampa dichiara che la priorità del suo partito è «impedire la demolizione della sanità pubblica. Con una risposta forte in termini di risorse e personale, per ripristinare il diritto alla salute delle persone, negato dalla destra». Gli investimenti di cui parla il dem sembrerebbero interessare però non personale medico.

Solo nella provincia di Modena il disavanzo sfiora i 150 milioni di euro per il 2023 come detto nella Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena lo scorso 14 settembre da cui «emerge lo stato di sofferenza economica in cui versa la sanità modenese». Ed infatti i debiti gravitano sull'Ausl di Modena per addirittura 98 milioni di euro, come scritto nel Dgr 1273 del 17 luglio 2023 - che Il Giornale ha potuto consultare - e per 51 milioni euro sul Policlinico e cioè l'Azienda Ospedaliera universitaria. Debiti ma non solo: medici che fuggono di fronte a stipendi inferiori ai 10 euro netti, liste d'attesa infinite ma anche milioni di prestazioni sanitarie a rischio ma soprattutto risorse spese in progetti di comunicazione. Parliamo di soldi, tanti soldi, erogati dalla Regione e utilizzati nelle due strutture ospedaliere per aumentare lo staff dell'ufficio stampa e tutto ciò che riguarda la promozione. In particolare per il Policlinico nel 2022 sono stati stanziati 100mila euro per due addetti stampa e un'agenzia grafica esterna, più l'assunzione di un dirigente per il «progetto comunicazione» con un incarico da 78mila euro fino al 2027. Da notare che la struttura già aveva i professionisti del settore: il primo investimento fu fatto nel 2018 con 100mila euro per un solo addetto stampa e nel 2022 altri 97 mila euro per un secondo addetto stampa. Stessa situazione, ma ancora più salata, per l'Ausl: quest'anno è aumentato lo staff aggiungendo un addetto stampa e portandolo così a 5 dipendenti per un costo di ben 275 mila euro messi a bilancio nel 2022 per un progetto chiamato «comunicazione informazione». Un aumento dell'80% rispetto al 2018, quando erano stati stanziati 154 mila euro - quando a far parte dello staff erano tre addetti stampa e un giornalista - per una sola persona in più nel team. «I conti in Emilia Romagna non quadrano, né tecnicamente, né politicamente - commenta al Giornale il consigliere regionale di Fdi Piergiulio Giacobazzi - La giunta regionale dell'Emilia Romagna ha imposto senza un confronto in Assemblea una legge di riforma del sistema emergenza-urgenza senza illustrare i risparmi e l'impatto reale sul territorio e sullo stesso personale». E, mentre le risorse vengono investite per stilare comunicati stampa la ciliegina sulla torta: la «valutazione della rete dei mezzi di soccorso», illustrata da Geminiano Bandiera - direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza. Un lavoro che «punta migliorare l'appropriatezza dei mezzi di intervento, ridurre eventuali ridondanze o sovrapposizioni di mezzi di soccorso, arrivare infine a una maggiore integrazione con le associazioni di volontariato». In pratica: la proposta mira a ridurre o addirittura eliminare - come già è successo in diverse parti del territorio regionale - la presenza di infermieri sulle ambulanze lasciando il servizio in mano a volontari.

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