La Bonino tuona: «Omaggi ipocriti»

Folla per l'addio. L'omaggio dei detenuti di Rebibbia, la Mambro in lacrime

Roma Sale sul palco pieno zeppo Emma Bonino, acclamata dalla folla, e in piedi accanto al feretro bardato di bandiere tibetane, sigari toscani e lattine di amata Coca Cola se la prende con «certi elogi del giorno dopo, che puzzano di ipocrisia lontano un miglio». Il modo migliore per «onorare» Marco Pannella, spiega, «non è l'amarcord, è rispettare le sue battaglie. Il suo insegnamento più grande è stato il senso delle istituzioni, e della politica come impegno gioioso, come scelta quotidiana».

L'happening radicale per l'addio laico a Marco Pannella si snoda lungo il pomeriggio confuso, commosso e anche allegro, col sottofondo della jazz band di Carlo Loffredo come in un funerale di New Orleans, in una piazza Navona assolata e piena di gente, di mille ex radicali che magari ruppero malamente col vecchio leader ma che sono tornati a ricordarlo e a piangerlo, di mondi lontani e diversi che si ritrovarono lungo i decenni nelle sue battaglie. Ci sono bandiere di Israele e striscioni rom: «Ciao Marco, uno di noi». Accanto alle corone di fiori inviate da istituzioni e partiti ce ne sono decine e decine arrivate da tutte le carceri d'Italia, comprate e spedite dai detenuti, indirizzate a «Marco». Una delegazione di carcerati di Rebibbia ha avuto il permesso speciale di uscire per venire a dare l'ultimo saluto all'unico leader politico che si è instancabilmente battuto per loro, e a ricordarlo dal palco. Ci sono Roberto Giachetti, oggi candidato del Pd a sindaco di Roma e Benedetto Della Vedova, Daniele Capezzone e Francesco Rutelli: «Tanti come me, allevati da Pannella, non sarebbero stati nulla senza di lui», dice. C'è Adriano Sofri che ascolta attento mescolato tra la folla e il ministro della Giustizia Andrea Orlando. C'è Maurizio Gasparri venuto a rendere omaggio ad «un militante politico da marciapiede, come non ce ne sono più». Francesca Mambro in lacrime e un pezzo grosso di Bankitalia appoggiato alla sua bicicletta, sotto alla foto gigante del leader. Dal palco, il viceministro renziano Gennaro Migliore racconta di un carcere, da lui visitato il giorno prima, dove i detenuti hanno voluto cantare l'Inno di Mameli. Dedicandolo a Pannella.

LCes

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