Le Borse e la Bce smentiscono il governo. Non potrà più ignorare i guai economici

Gli investitori temono nuovi lockdown e la Lagarde gela Palazzo Chigi: "La ripresa sarà molto incerta". Soltanto il ministro italiano vede rosa

A Palazzo Chigi e a Via XX Settembre non si fa in tempo a tirare un sospiro di sollievo che subito si presentano nuovi affanni. La sostanziale tenuta dell'asse di governo tra vittoria del sì al referendum e pareggio nelle Regionali è, infatti, macchiata da un tonfo preoccupante delle Borse. E anche quello che il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha descritto come un rimbalzo «impetuoso» della crescita nel trimestre in corso, è stato smentito dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, secondo cui la ripresa sarà incerta.

È, però, il crollo dei mercati a mettere in questione gli scenari ottimistici disegnati da Conte e Gualtieri e a far riemergere i dubbi sull'adeguatezza delle soluzioni fin qui adottate. Ieri a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto il 3,75% perdendo anche quota 19mila a 18.793 punti. Non è stato il peggiore del Vecchio Continente: Francoforte ha lasciato sul campo il 4,37%, Parigi il 3,74% e Londra il 3,43%. Anche Wall Street a poco più di un'ora dalla chiusura vede il Dow Jones in calo di oltre il 3% ai nuovi minimi da due mesi. In tutto il mondo a soffrire è soprattutto il comparto bancario perché gli operatori vedono lo spettro di nuovi lockdown, a partire proprio da Francia e Gran Bretagna, i Paesi più in difficoltà assieme agli Usa nella gestione dell'emergenza visto che è in corso una seconda nuova ondata di contagi.

Ecco perché il numero uno della Bce, Christine Lagarde, ha ribadito che la ripresa economica nell'Eurozona resta «molto incerta, disomogenea e incompleta: tutto dipenderà dalle misure» messe in atto dagli Stati per il suo contenimento. La Banca centrale europea ha messo in atto un programma di acquisti di titoli di Stato da 1.350 miliardi (il Pepp) ma Lagarde ha ricordato che il piano è «temporaneo, mirato e proporzionato».

E qui sorgono i dubbi relativi all'Italia. Potrà reggere l'impatto di una dura realtà una Nota di aggiornamento al Def che prefigura per quest'anno una caduta del Pil del 9% e per il prossimo una ripresa del 5-6% quando tutti i più autorevoli previsori internazionali vedono un 2020 con un calo a due cifre? Altrettanti interrogativi sorgono sulla qualità della prossima manovra di bilancio, che parte da spese per 25-30 miliardi ma che si annuncia «a saldo zero» poiché l'Italia si è già giocata 100 miliardi di deficit per cassa integrazione, bonus e sussidi vari. Di qui la speranza di finanziarla per metà con tagli di spesa e per il resto con le prime risorse che dal Recovery Fund arriveranno nel nostro Paese. Ma proprio sull'uso dei 209 miliardi che arriveranno da Next Generation Eu è già caos in quanto i vari ministeri hanno prenotato spese oltre tre volte superiori alla dotazione. Infine, a parte il taglio selettivo dell'Irpef per i redditi medio-bassi (altra forma di abbassamento del cuneo fiscale), le grandi partite sul tavolo del ministro Gualtieri e della collega del Lavoro Catalfo non promettono nulla di buono se viste dall'estero: abbassamento dell'età pensionabile dopo la fine di quota 100, riforma degli amortizzatori sociali (cioè cig solo per le imprese in grande crisi) e nuove nazionalizzazioni in vista come Alitalia, Austostrade ed ex Ilva. Al semestre bianco di Mattarella mancano nove mesi, approvata una Finanziaria di galleggiamento, il tempo per imbastire un esecutivo che suoni musica più gradita agli investitori c'è tutto.

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Commenti
Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 22/09/2020 - 10:20

SIcuro lasceranno il paese in braghe di tela. Se governassero altri 3 anni, sarebbe il disastro totale per l'economia. Diventerebbe stile sovietico, nessun imprenditore, tutti statali. La fame.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 22/09/2020 - 10:29

I guai economici in mano alla sinistra si sono sempre moltiplicati. Non la vedo bene.

cgf

Mar, 22/09/2020 - 10:42

la crescita raccontata da Gualtieri mi ricorda quella del 25% del partito di Renzi perché passato dal 3% al 4%. Dopo la produzione praticamente azzerata, ovvio che qualunque container che esce è un aumento di produzione. In base allo scorso anno invece? CMQ il mercato è sempre stato un facile profeta delle politiche economiche del Governo, non si stupisca e si dia da fare veramente altrimenti c'è tanta gente capace pronta, l'ostacolo però sarebbe Conte e 5S

necken

Mar, 22/09/2020 - 19:36

stanno aumentando i risparmi totali degli Italiani prima o poi decideranno di spenderli...andrebbero incentivate le spese ad esempio la manutenzione ordinaria degli immobili cosi come le spese per prestazioni professionali che potrebbe essere dedotte integralmente, se tracciata, dal 730. C'è bisogno di concretezza