"Un branco di imbecilli irresponsabili. Si vanificano i sacrifici di questi mesi"

Il virologo del Niguarda teme nuovi positivi al virus dal 22 maggio e cita parole di Papa Francesco: "Ci si salva soltanto tutti assieme"

"Un branco di imbecilli irresponsabili. Si vanificano i sacrifici di questi mesi"

A quali conseguenze porterà l'assembramento di giovedì sera sui Navigli di Milano? Ne abbiamo parlato con Carlo Federico Perno, virologo a capo del laboratorio di microbiologia dell'ospedale Niguarda, profondamente avvilito da quanto accaduto.

Cosa pensa della folla dell'altra sera?

«Un branco di imbecilli. E non lo dico così tanto per dire ma lo dico come commento scientifico. È stupidità allo stato puro».

Dice così perché gli assembramenti rischiano di mandare all'aria la Fase due?

«E rischiano di vanificare i sacrifici fatti in questi due mesi di isolamento. Non solo, rischiano anche di portare a una nuova chiusura, che spero non avvenga, e quindi di creare ancora più problemi alle attività che stanno cercando di ripartire».

Insomma, non c'è stato gioco di squadra.

«E solo con la squadra possiamo farcela. Lo dico con le parole del Papa: ci si salva tutti assieme. Ripeto, tutti assieme. Questa frase non ha solo valenza religiosa ma anche medica. Se quelli dell'aperitivo decidono di fregarsene della loro salute, almeno si rendano conto che così compromettono anche la salute degli altri».

Gli eventuali contagi di giovedì sera quando verranno rilevati?

«Tra un paio di settimane, il periodo di incubazione».

Ma si può paragonare la folla dei Navigli agli assembramenti agli ski pass dell'8 marzo?

«Ci sono degli elementi che fanno ben sperare: innanzitutto il fatto che i ragazzi dei Navigli erano all'aria aperta con temperature più elevate rispetto a quelle di marzo. E questo potrebbe aver agevolato l'evaporazione di particelle di saliva. Poi consideriamo che arriviamo da un periodo di quarantena, quindi è come se fossimo un po' più puliti rispetto a due mesi fa. Posso auspicare che non ci siano stati grandi contagi anche se tanta gente non aveva la mascherina».

Se fosse il padre di uno di quei ragazzi, cosa consiglierebbe di fare?

«L'ideale sarebbe che uno si auto metta in quarantena o almeno che limiti i contatti nelle prossime settimane. Ma non credo che nessuna di quelle persone ci pensi. L'avevamo detto: la Fase due sarà più difficile della Fase uno perché passa dalla consapevolezza della gente. Evidentemente servono punizioni e divieti rigidi».

Anche i gruppi di mamme al parco con i bambini hanno infranto le regole.

«Comportamento altrettanto grave. Io capisco che tutti abbiano voglia di una passeggiata all'aria aperta, ma pensiamo alla sicurezza e al bene di tutti: nostro e degli altri. Altrimenti si richiude».

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