Brasile, virus e corruzione. Scatta la Mani Pulite latina

Perquisiti gli uffici del governatore di Rio

Brasile, virus e corruzione. Scatta la Mani Pulite latina

In Brasile sono in atto da settimane quattro guerre senza esclusioni di colpi «figlie» del coronavirus. La prima tra inquirenti pro e contro il presidente Bolsonaro che, non a caso, ha fatto di tutto per cambiare i vertici della Polizia Federale sacrificando sull'altare di questa guerra il giudice Sergio Moro, fino a un mese fa superministro di Giustizia del suo governo e simbolo della lotta contro la corruzione. Poi, quella tra generali, un contrasto destinato a influire molto sulle sorti giudiziarie di Bolsonaro e dei suoi figli. E ancora, il conflitto tra medici favorevoli e contrari all'uso dell'idrossiclorochina, su cui Bolsonaro spinge come Trump da mesi. Infine, proprio come in Italia, la guerra tra governo centrale e regioni.

Il Covid-19 è «il virus della verità» e il Brasile non fa eccezione. Ieri, con l'«operazione Placebo» della Polizia Federale, è ufficialmente iniziato il Covidão, un gergo che sta per «tangenti da coronavirus» e fa riferimento al primo scandalo dell'era Lula, quello del Mensalão. Non bastasse l'epidemia che si è già portata via 24mila vite, non fossero sufficienti le mattane di Bolsonaro che continua ad abbracciare suoi supporter che manifestano ogni fine settimana sfidando l'isolamento, ora piomba sul Brasile anche lo spettro di una seconda Mani Pulite, legata alla corruzione «figlia del Covid-19».

Travolto da una serie di perquisizioni - ieri all'alba nel suo ufficio e nell'abitazione - è stato il governatore di Rio, l'ex giudice Wilson Witzel. Uno che nel 2018 era stato grande alleato di Bolsonaro - fu lui a dire di «sparare in favela con cecchini a chi aveva un fucile» - ma che oggi, proprio come il governatore di San Paolo, Joao Doria, è uno dei più acerrimi nemici del presidente. Accusato di avere lucrato sull'assegnazione della costruzione di due ospedali da campo carioca. Un costo totale di 835 milioni di reais (120 milioni di euro), entrambi non ancora consegnati. A fare da tramite l'istituto privato Iabas, al centro dell'operazione di polizia che coinvolge anche i governatori dello stato di Amazonas, Wilson Lima, e del Pará, Helder Barbalho, accusati di sovrafatturare il prezzo di respiratori. Presto, al centro dell'inchiesta potrebbero finire addirittura il sindaco di San Paolo, Bruno Covas e il governatore paulista Joao Doria, affidatisi anche loro senza gara d'appalto allo Iabas per costruire un ospedale da campo.

Insomma, il Covid-19 non è solo un'opportunità per le organizzazioni criminali di aumentare il loro «capitale sociale» in favela, ma anche un'occasione unica per governanti e imprenditori per disporre «a piacere» di milioni di euro extra di denaro pubblico, elargito senza controlli. Witzel accusa Bolsonaro di avergli inviato la polizia a casa e che «i suoi figli dovrebbero già essere in carcere». Il tintinnio delle manette è tornato a governare la politica brasiliana.

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