Il buco nero delle bollette ci è già costato un miliardo

È il danno alle tasche dei cittadini delle "modifiche unilaterali dei contratti" per luce e gas. Grazie all'autorità Antitrust risarciti 500mila consumatori

Il buco nero delle bollette ci è già costato un miliardo
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Il caso Ferragni-Balocco? Solo la punta dell'iceberg di un sistema di pratiche commerciali scorrette che, in moltissimi settori dell'economia italiana, dall'energia alla telefonia passando per i trasporti, le auto e le banche, ha penalizzato milioni di consumatori italiani. Solo per luce e gas il conto (danno prudenziale, stimato sulle tariffe minime) è di 1 miliardo di euro per 4,5 milioni di famiglie. È il caso delle cosiddette modifiche unilaterali dei contratti, che avvengono con l'invio di una semplice email.

A rivelarlo nella sua relazione annuale - è l'Antitrust, l'organo di vigilanza della concorrenza e dei mercati che ogni anno passa al setaccio le offerte commerciali di settore in cerca di eventuali anomalie. Sotto i riflettori è, in particolare, il settore dell'energia: il peggiore, dove si concentra oltre la metà delle sanzioni totali. Molti operatori hanno sfruttato a proprio vantaggio «l'assenza di una scadenza esplicita delle condizioni economiche di fornitura in molti modelli contrattuali utilizzati», si legge nella relazione. Un modus operandi che ha spinto l'Autorità ad avviare 11 procedimenti istruttori. Nel mirino tutti i grandi gruppi: da Eni Plenitude a Edison passando per Enel, Acea, Dolomiti Energia, A2a, Hera, Iren, Engie, E.On, Iberdrola, Axpo, Ecom. Di questi procedimenti 6 si sono conclusi con accertamento e 5 con accoglimento degli impegni. Va un po' meglio nel settore della telefonia dove sono stati condotti 4 procedimenti istruttori in particolare, spesso, per l'emissione di bollette dopo la migrazione ad altro operatore: Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre le società interessate.

Il presidente Antitrust Roberto Rustichelli, presentando il documento alla Camera, ha ricordato che i procedimenti chiusi con impegni hanno consentito il ripristino delle condizioni iniziali di contratto a favore di 500mila consumatori ai quali sono stati restituiti oltre 115 milioni di euro. Insomma, in molti casi (non tutti) è stata una sorta «di tiratina d'orecchi».

Numeri alla mano, però, non c'è da dormire tranquilli. Tra gennaio 2023 e marzo 2024, l'Autorità ha esaminato 34.595 segnalazioni, concluso 102 procedimenti di cui 40 con accertamento dell'infrazione e 48 con accoglimento degli impegni. In 47 casi di minore gravità ha disposto l'archiviazione a seguito dell'adeguamento: questa attività ha consentito la restituzione a 600mila consumatori di oltre 122 milioni. Tornando ai settori chiave, in ambito bancario l'Autorità ha chiuso, con accettazione degli impegni, un procedimento istruttorio nei confronti di Intesa Sanpaolo sulla commercializzazione di contratti di mutuo in relazione alle modalità di conteggio degli interessi di preammortamento tecnico e la durata del periodo in cui maturano.

Risale invece a pochi giorni fa l'avvio del procedimento nei confronti di Ryanair per «le restrizioni» alla vendita di voli della compagnia low cost da parte delle agenzie fisiche e online che «pregiudicano lo svolgimento di una concorrenza effettiva nei mercati della vendita dei servizi turistici, a danno delle agenzie di viaggi e con effetti negativi per il benessere dei consumatori che si avvalgono di tali operatori». Proprio ieri l'ad della compagnia Michael O'Leary ha risposto a muso duro sostenendo che le agenzie di viaggio sono «pirati» e l'Agcm «Jack Sparrow», il loro capitano. In corso d'anno, anche eDreams è stata ammonita.

Rustichelli, è anche tornato sul caso BaloccoFerragni ribadendo che la «ambigua commistione tra sponsorizzazione e beneficienza penalizzi i consumatori inducendoli

a credere contrariamente al vero di contribuire all'iniziativa benefica attraverso l'acquisto del prodotto». Tra i grandi sanzionati del 2023 c'è, infine, Tiktok: il social ha favorito «contenuti pericolosi per i minori».

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