Un semplice questionario diventa una "schedatura". O peggio: una "lista di proscrizione". Il ministero dell'Istruzione ha comunque avviato accertamenti dopo le proteste per la diffusione sul sito di Azione studentesca di un questionario dove si chiede in maniera anonima ai ragazzi che frequentano licei e istituti tecnici se nella loro esperienza scolastica si sono imbattuti in professori di sinistra che hanno fatto propaganda politica. "Ma quali liste di proscrizione o schedature - si difende Riccardo Ponzio, presidente di Azione studentesca - il questionario è anonimo e non chiediamo nomi. Soltanto una sorta di censimento di tutte le esperienze che i nostri coetanei hanno avuto a scuola". Questo insolito censimento è iniziato da qualche settimana e per il momento va avanti, come assicurano i responsabili dell'iniziativa. "Sono tante le emergenze che emergono da questo censimento - ricorda lo stesso Ponzio -. Ci sono ragazzi che raccontano dei pregiudizi subiti da professori che li hanno penalizzati in voti e giudizi per la loro militanza in movimenti di destra. E ci sono ragazzi che raccontano di professori che dalla cattedra paragonano il governo Meloni a quello di Mussolini". L'idea è quella di scoprire quanto è dilagante nella scuola di oggi il pregiudizio politico. All'annuncio degli accertamenti che il ministero svolgerà il sottosegretario Paola Frassinetti sottolinea che non si tratta di "schedature" o "liste di proscrizione". "In passato - spiega - sono state fatte altre iniziative di questo tipo. L'importante è che la scuola rimanga luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso". Il tam tam è però corso veloce riportando essenzialmente le parole "schedature" e "liste di proscrizioni". E non soltanto sui social, terreno fin troppo facile agli allarmismi. Ma anche nelle aule parlamentari dopo non sono pochi i rappresentanti delle opposizioni che hanno gridato allo scandalo chiamando in causa direttamente Palazzo Chigi. "Cara Meloni, a schedare gli insegnanti di sinistra sono i tuoi giovani di cui vai tanto fiera - commenta la capogruppo dem a Montecitorio Chiara Braga (foto) -. Le schedature di massa, gli elenchi dell'Ovra, le liste per il confino appartengono a un passato che non può tornare".
Sullo stesso registro la reazione di Davide Faraone (Iv): "È curioso come chi urla da anni contro il pensiero unico sogni, alla prima occasione di istituirne uno". Stessa indignazione la professano i parlamentari Cinquestelle che in un comunicato chiedono: "Quando parlerà Arianna Meloni? O dobbiamo pensare che il partito sia d'accordo con la schedatura?". Anche l'associazione nazionale presidi interviene dichiarando una forte preoccupazione. "La libertà di insegnamento, nel quadro dei valori costituzionali - ricorda il presidente dell'associazione Antonello Giannelli - rappresenta un pilastro irrinunciabile del sistema educativo. Questa iniziativa di Azione studentesca è inaccettabile perché lesiva dei principi fondamentali della democrazia". "È l'ennesima mistificazione della sinistra - replica il capogruppo a Montecitorio di Fdi Galeazzo Bignami - che confonde un questionario per denunciare cosa non funziona a scuola con liste di proscrizione nella cui compilazione evidentemente i sinistrati sono maestri".
Intanto il ministro Matteo Piantedosi ha
emanato una direttiva ("condivisa col collega Valditara") dove si precisa che "i controlli nelle scuole in connessione al fenomeno crescente dell'utilizzo dei coltelli verranno effettuati su richiesta dei dirigenti scolastici".