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Bufera sull'Ordine. "Quei 20mila euro per supportare il No"

Nell'ultimo voto i favorevoli ha superato di poco la maggioranza (33 su 60) per quest'ultima associazione "colpevole", secondo chi ha votato no, di essersi trasformato in questo periodo in "soggetto politico"

Bufera sull'Ordine. "Quei 20mila euro per supportare il No"
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L'Ordine dei giornalisti finisce nel calderone mediatico per una polemica riguardante il finanziamento elargito a un'associazione che fa da sponda al Comitato per il No al referendum sulla riforma della magistratura. Ma andiamo per ordine. A inizio anno il Consiglio nazionale dell'Ordine vota i finanziamenti per associazioni che aiutano a difendere la libertà di stampa e i diritti dell'informazione. Tre sono i soggetti che negli ultimi anni hanno ricevuto un sostegno: Carta di Roma (impegnata sul fronte dell'immigrazione), Ossigeno informazione (impegnata a tutelare i cronisti contro le querele temerarie) e Articolo 21, di cui Giuseppe Giulietti (nella foto) è il coordinatore.

Nell'ultimo voto i favorevoli ha superato di poco la maggioranza (33 su 60) per quest'ultima associazione "colpevole", secondo chi ha votato no, di essersi trasformato in questo periodo in "soggetto politico" per sostenere le ragioni del No al referendum, tanto da far parte della rete di associazioni che ruota intorno al Comitato per il No guidato da Giovanni Bachelet ("Società civile per il No"). Secondo la minoranza del Consiglio, la scelta di finanziare Articolo 21 (senza nemmeno posticipare ad aprile il contributo, dopo cioè il referendum, per togliere ogni ambiguità) va contro l'articolo 6 delle Linee guida su patrocini e contributi che specifica che "non possono ricevere contributi le organizzazioni politiche e sindacali". Per conto della minoranza parla Francesca Filippi che giudica "quantomeno inopportuno", per un Ente pubblico come l'Ordine dei giornalisti, finanziare una "parte politica" durante una campagna elettorale. E in un post sui social ricorda che l'Ordine è vittima di "schizofrenia pura", visto da un lato il contributo ad Articolo 21 e dall'altro la cancellazione di corsi di aggiornamento dedicati alla riforma Nordio perché non è possibile garantire la par condicio. La diatriba è arrivata anche a Palazzo e un ministro come Eugenia Roccella definisce la scelta del contributo a un "soggetto politico" da parte dell'Ordine come "allarmante". Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) ha già annunciato che presenterà al Guardasigilli un'interrogazione parlamentare sul caso. "Sono pronto a stracciare la tessera se non verrà ritirato il contributo", commenta indignato il segretario della Fondazione Einaudi e già direttore del Quotidiano nazionale, Andrea Cangini.

"Affermare che il Consiglio nazionale dell'Ordine finanzi associazioni schierate a favore o contro il referendum significa distorcere

la realtà in favore di polemiche di bassa lega - commenta il presidente dell'Odg Carlo Bartoli -. I finanziamenti sono stati erogati sulla base della presentazione di specifici progetti e sulla base di un bando pubblico".

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