Anche i ricchi piangono (soprattutto miseria)

C'è chi perde denaro per gioco e chi per altruismo. E il dramma diventa reality

Anche i ricchi piangono (soprattutto miseria)

Quelli che piangono miseria perché si «sono rovinati al gioco», andrebbero investiti sotto una roulotte. O meglio, sotto una roulette. Figuriamoci poi se i suddetti «ludopatici» appartengono alla categoria dei Vip, gente notoriamente facoltosa, liberissima quindi di scommettere sui numeri; salvo poi non darli, i numeri. E invece ecco che, puntualmente, assistiamo allo spettacolo penoso dello showman di turno che, dopo essere stato pelato al casinò, comincia a piantare casini per recuperare i soldi perduti. Per anni il mitico Pupo - tra un gelato al cioccolato e l'altro - ci ha inferto il supplizio (dolce, anzi un po' salato) della sua mania per l'azzardo che lo aveva fatto andare sotto di parecchie centinaia di milioni di lire. Per sua fortuna a salvarlo arrivò l'amico Gianni Morandi che saldò il debito del Pupo (nel senso di cantante, non di bambino); danaro che, narra la leggenda, venne poi restituito dal bambino - anzi, dal Pupo - a Morandi, la cui lavata di testa valse a non farlo più avvicinare al tavolo verde. A distanza di qualche decennio da questa fiaba a lieto fine, va ora in scena un revival con personaggi decisamente di fascia inferiore. Il ruolo di Pupo è interpretato infatti da Marco Baldini e quello di Morandi da Fiorello. Con l'unica differenza che, mentre Pupo - capito l'errore - si è messo in riga, Baldini - capito l'errore -, ha continuato a commetterlo. Tanto che adesso, a distanza di qualche anno dal salvataggio «fiorelliano», è tornato a piangere miseria perché si è «rovinato al gioco». A leggere la recente intervista-«confessione» di Baldini al Corriere della sera viene il sangue alla testa. Lo storico «compare» di Fiorello ammette infatti di aver fregato (oltre se stesso) un po' tutti. A cominciare dagli amici che in passato l'avevano aiutato a venir fuori dal vizio del poker. Amici che sono stati presi per i fondelli prima con le sue false promesse («Ve lo giuro, non giocherò più») e poi con frasi del tipo («Tranquilli, i soldi ve li restituisco la settima prossima...»). Peccato che a tutt'oggi, quella famosa «settimana» continua ad essere sempre «la prossima». Baldini riuscirà, alla buon ora, a rinsavire. Fiorello se lo augura e, con lui, anche gli amici creditori. Ai giocherelloni Pupo e Baldini si sarebbe aggiunto nelle ultime ore anche Enzo Iacchetti. Almeno a dar credito a quanto scrive l'autorevolissima rivista Stop che in copertina titola: «Iacchetti: “Sto finendo i soldi e temo per Striscia ”». Nelle due pagine interne di intervista si scopre però che la presunta crisi economica di Enzino non ha nulla a che vedere con il gioco d'azzardo. La risposta testuale di Iacchetti è infatti la seguente: «Quando c'è una scommessa mi ci buttano sempre dentro e pian piano sto consumando i soldi guadagnati in passato. Negli anni '90 sono riuscito a mettere via qualcosa, ma a causa del mio grande entusiasmo e delle tasse li sto spendendo tutti». E poi: «A Striscia mi chiamano per un periodo per un periodo sempre più stretto e questo mi dispiace. Non vorrei che presto o tardi mi dicano ciao ciao».

Urge l'aiuto di Ezio Greggio. O del Gabibbo?

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