C'è l'ok della Ue alla manovra: stop alla procedura d'infrazione

Dal collegio dei commissari europei via libera alla manovra. Contro l'Italia non verrà aperta alcuna procedura per deficit eccessivo

C'è l'ok della Ue alla manovra: stop alla procedura d'infrazione

Il collegio dei commissari europei ha dato il via libera all'accordo sulla manovra economica raggiunto dalla Commissione con il governo italiano. A Bruxelles, secondo quanto fanno trapelare fonti vicine al dossier, si sarebbe dunque deciso di non avviare contro l'Italia la procedura di infrazione per deficit eccessivo (Edp in gergo).

"L'accordo non è perfetto - commenta il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis - ma ci permette evitare la procedura di infrazione, a condizione che misure vengano attuate pienamente". Il "falco" ed ex premier lettone ha spiegato che rispetto alla prima versione della legge di Bilancio l'Italia ha tagliato "10,25 miliardi di euro" e ha rivisto le stime di cresta del Pil al ribasso. "Adesso la crescita dell'economia reale per quest'anno e il prossimo è stata fissata all'1%", ha spiegato, "Ora i dati sono plausibili. Anche se la composizione delle misure annunciate e il bilancio nel suo complesso continuano a destare preoccupazione. Ci son tasse superiori alla società e tagli agli investimenti, che non sono iniziative amiche della crescita"

E il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici ha sottolineato che "le nostre regole funzionano quando sono applicate in modo costruttivo e non solo con un taglio disciplinare". "L'Italia ha un progetto di bilancio che non ha più le lacune a livello di solidità di bilancio che aveva prima", ha detto, "L'Italia sta a cuore all'Europa e all'area euro, che esce rafforzata da questo risultato positivo".

"Non abbiamo ceduto sui contenuti certi degli effetti virtuosi sul lungo periodo e comunque fermi nelle determinazioni assunte con il contratto di governo", ha detto Giuseppe Conte in Senato annunciando l'accordo, ""In queste settimane abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni senza mai arretrare rispetto agli obiettivi che il 4 marzo gli italiani hanno indicato come prioritari nell'azione del governo. Abbiamo lavorato con determinazione per evitare la procedura di infrazione". Il premier ha poi ribadito che reddito di cittadinanza e quota 100 "partiranno nei tempi che avevamo previsto" e che il governo ha rivisto al ribasso le stime di crescita: "Le modifiche dovranno necessariamente tenere conto dell'evoluzione del quadro macroeconomico che evidenzia un rallentamento dovuto al cattivo andamento del commercio internazionale".

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