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Calderoli contro l'Espresso: "Satira con frase ripugnante"

Roberto Calderoli contro L'Espresso per un virgolettato inventato in un articolo satirico di Michele Serra sul ddl Zan

Calderoli contro l'Espresso: "Satira con frase ripugnante"

Michele Serra è pungente, la sua satira è tagliente ma, stavolta, nel pezzo scritto per Satira preventiva, rubrica de L'Espresso, una sbavatura ha fatto saltare sulla sedia illeghista Roberto Calderoli. L'argomento dell'articolo di Michele Serra è, strano ma vero, il ddl Zan. Il giornalista ha affrontato il problema del muro posto da Pd e M5s, che non vogliono sedersi al tavolo per discutere eventuali modifiche ma pretendono che il disegno di legge venga passato così com'è.

L'articolo scritto da Michele Serra, quindi, ironizza sulle ipotetiche richieste mosse dalla Lega per votare a favore del ddl Zan. Il giornalista, quindi, scherza e scrive che "il testo necessita di una semplificazione, senza la quale il Senato non è in grado di recepirlo". Fin qui nulla da dire, è satira, se non fosse che poi Michele Serra scrive: "Questa la proposta di Calderoli: 'Anche se una persona è pervertita, non è un motivo sufficiente per bastonarla'". Una frase decisamente forte che, anche se in un ambito satirico, non può essere tollerata dal leghista. "Faccio una premessa: mi piace Michele Serra, il suo stile, la sua satira graffiante, fin dai tempi ormai lontani di Cuore. Facendo questa premessa, trattandosi lo ripeto di satira, trovo decisamente fuori luogo e inopportuno inventarsi e attribuirmi la seguente frase virgolettata", si legge nella nota diffusa da Roberto Calderoli, in cui viene riportato il passaggio non gradito.

Roberto Calderoli non ci sta perché, anche se il contesto è quello satirico, si tratta di parole eccessive. "È una frase che trovo odiosa, ripugnante", prosegue ancora Roberto Calderoli, che nella nota spiega anche i motivi che l'hanno spinto a diramare una nota. "Lo dico a L’Espresso, al suo direttore Damilano, altro giornalista che stimo, allo stesso Serra: questa vostra frase inventata odiosa e ripugnante può generare un pericoloso rischio di essere presa sul serio da chi legge superficialmente la vostra testata, guardando solo quel sommario con il mio presunto virgolettato", sostiene Calderoli. E, in effetti, di lettori distratti ce ne sono molti, di critici pretestuosi forse ancora di più. Basta poco sui social affinché quella frae venga estrapolata dal contesto e utilizzata contro il leghista e contro il suo partito, senza che sia mai stata pronunciata.

"Non sono tipo da querele o da rettifiche, ma stavolta chiedo di rimediare e togliere quel mio inventato virgolettato che non può corrispondere in alcun modo al mio pensiero. Fate un’informazione corretta, fate satira e fateci anche sorridere oltre a farci riflettere, ma evitate queste forzature odiose", conclude nella sua nota Roberto Calderoli.

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