Come cambia il lavoro autonomo

Ok del Senato, il testo passa alla Camera. I singoli vengono assimilati alle imprese

Il disegno di legge sul lavoro autonomo, che è un provvedimento collegato alla manovra, è stato approvato ieri dal Senato con 173 voti favorevoli e 53 astenuti.

Ora spetterà alla Camera dare il proprio via libera, ma il fatto che a Palazzo Madama non vi sia stato nessun voto contrario lascia ben sperare. Il ddl introduce importanti novità sia per coloro che appartengono agli ordini professionali sia per i lavoratori autonomi che non fanno parte di nessun ordine (amministratori di condominio, consulenti tributari, interpreti, pr, eccetera).

In primo luogo, gli autonomi vengono assimilati alle imprese e potranno partecipare da soli o in rete a gare d'appalto. In secondo luogo, si tutelano le professioni anche dal punto di vista dei tempi di pagamento vietando clausole che derogano alle direttive europee. Ultimo ma non meno importante, si allargano alcune tutele come la possibilità di lavorare durante il congedo di maternità e le prestazioni socio-assistenziali. Soddisfazione è stata espressa anche da Confcommercio Professioni che tuttavia ha sottolineato la necessità per la politica di concentrarsi su problemi fondamentali come lo sfoltimento degli adempimenti fiscali e burocratici.

Maternità per cinque mesi

Il disegno di legge consente di fruire del trattamento di maternità (erogato per i due mesi precedenti la data del parto e i tre mesi successivi) derogando all'effettiva astensione dall'attività lavorativa. In sostanza, una mamma avrà la possibilità di ricevere l'indennità di maternità anche continuando a lavorare senza che scatti l'astensione obbligatoria. L'indennità di maternità è pari, per ogni giornata lavorativa, all'80% di 1/365 del reddito di riferimento. Sempre in caso di maternità, previo consenso del committente, è prevista la possibilità di sostituzione delle lavoratrici autonome da parte dei familiari della lavoratrice stessa, nonché dei soci, anche attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto. Il congedo parentale viene esteso anche ai papà che svolgono professioni autonome.

Più accesso alle informazioni

Il ddl stabilisce che le amministrazioni pubbliche promuovono, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici o ai bandi per l'assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca. In particolare sarà favorito il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche. Inoltre, si riconosce ai soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese (reti miste) con accesso alle relative agevolazioni. Gli autonomi potranno inoltre costituire consorzi stabili e associazioni temporanee. Il disegno di legge contiene inoltre una delega per l'individuazione degli atti delle pubbliche amministrazioni che possono essere rimessi anche agli appartenenti a ordini professionali.

Stop all'assicurazione

Il ddl introduce il diritto alla sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria per i casi di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell'attività lavorativa per oltre sessanta giorni. La sospensione è ammessa per l'intera durata della malattia o dell'infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione, in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione. Il disegno di legge contiene anche la delega in materia di sicurezza e protezione sociale delle professioni ordinistiche. Gli enti di previdenza di diritto privato, anche in forma associata, potranno attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, anche altre prestazioni sociali, connesse a infortuni e malattie.

Trasporti esclusi dal reddito

Le somme ricevute da un lavoratore autonomo come rimborso per le spese alberghiere e di vitto non creano reddito e dunque sono esentasse. Tale previsione dovrebbe trovare un "rinforzo" anche nel decreto fiscale collegato alla manovra nel quale sono previsti emendamenti sia per escludere viaggi e trasporti dalla determinazione del reddito sia per ritoccare il tetto dei prelievi in contanti per le aziende prima che scattino dei controlli. Sono, inoltre, deducibili al 100% fino a un massimo di 10mila euro annui le spese per l'iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi. Deducibili fino a 5mila euro le spese per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, di ricerca e sostegno all'auto-imprenditorialità, mirati ad aumentare gli sbocchi occupazionali.

Tutela sui ritardi della pubblica amministrazione

I centri per l'impiego dovranno dotarsi, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo. Lo sportello può essere costituito anche stipulando convenzioni non onerose con gli ordini professionali, le associazioni delle professioni non organizzate in ordini o collegi e le associazioni che rappresentano forme aggregative. Queste nuove entità raccoglieranno le domande e le offerte di lavoro autonomo e forniranno informazioni ai professionisti ed alle imprese sulle procedure per l'avvio di attività autonome. In questi spazi ci si potrà inoltre informare sull'accesso a commesse e appalti pubblici, nonché relative alle opportunità di credito e alle agevolazioni. La tutela per ritardi nei pagamenti tra imprese e pubblica amministrazione è estesa anche alle transazioni tra imprese e autonomi e tra autonomi e pubblica amministrazione.

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