Cambia l'Italicum: Matteo prende tutto e Alfano resta a casa

Renzi vuole modificare il patto del Nazareno: nella legge elettorale soglia di maggioranza al 40% e sbarramento al 5%. Ncd in allarme

L'ipotesi del premio di maggioranza alla lista - e non alla coalizione - che prende più voti non è più solo una boutade estiva del premier ma una realtà concreta, messa sul piatto della trattativa tra i due contraenti del «patto del Nazareno».

Se prendesse quota - e il condizionale è ancora d'obbligo, viste le incertezze - sarebbe una svolta non da poco per l'Italia e il suo sistema politico: un addio alle coalizioni-carrozzone (esemplari quelle dei governi Prodi, che andavano dall'ex berlusconiano Lamberto Dini al democristiano Clemente Mastella al trozkista Franco Turigliatto; ma anche il centrodestra ha messo insieme carovane variopinte ai suoi tempi) e un passo avanti verso quei catch all party, partiti pigliatutto non ideologici e nei quali convivono anime diverse riunite sotto una forte leadership, tipici delle democrazie anglosassoni: dal New Labour di Tony Blair ai Democratici o ai Repubblicani americani.

A prendere il premio di maggioranza (fino al 55% del Parlamento) sarebbe, secondo lo schema del nuovo Italicum renziano, il partito che riesce a superare la soglia del 40%. Se poi nessuna lista superasse quella quota, si andrebbe ad un ballottaggio tra le prime due, che assegnerebbe il premio a chi ottenga un voto più del competitor.

Secondo questo nuovo schema di Italicum che archivia le coalizioni, ogni singola lista dovrebbe superare una soglia di accesso. E si parla del 5% dei voti per entrare in Parlamento: un'asticella che, in base ai risultati delle ultime Europee, lascerebbe fuori da Montecitorio quasi tutti, tranne Pd, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Lega Nord. Nell'iniziale ipotesi renziana la soglia era più bassa: si ipotizzava un 3%, che avrebbe consentito al Ncd di Alfano e a Sel di giocarsela. Se è stata alzata è anche per venire incontro alle esigenze di Silvio Berlusconi di incentivare il ruolo «federativo» del suo partito: con un quorum cosi proibitivo, i partitini sarebbero costretti a bussare alle porte dei partiti maggiori, e il Cavaliere potrebbe arruolare sotto le proprie insegne i vari Fratelli d'Italia, Destra di Storace eccetera. E naturalmente lo stesso Ncd, che difficilmente potrebbe trovar posto nel Pd (anche se diversi suoi esponenti sarebbero tentati). Fuori resterebbe la Lega, che punta ad affermarsi come partito della destra lepenista in Italia: «Con una destra del genere - scriveva giorni fa sul Sole 24 Ore il professor Roberto D'Alimonte, uno dei “consiglieri” renziani sulle riforme - anche Berlusconi non può fare accordi. E allora forse meglio puntare a fare il partito unico dei moderati invece della coalizione dei moderati».

Analogamente, sul fronte opposto, Renzi potrebbe aprire le sue liste a candidati di Sel e di Scelta Civica. Insomma, nascerebbero quelle che il costituzionalista Pd Stefano Ceccanti chiama «le liste coalizionali».

Sul tavolo, a quanto è dato capire, resta anche l'Italicum originario, quello col premio di coalizione. Ma le soglie, ha spiegato il premier, devono comunque cambiare: va alzata quella del premio dal 37 al 40%, mentre le soglie per i partiti che si coalizzano sarebbero abbassate al 4%.

Il capitolo ancora avvolto nella nebbia è invece quello del metodo di selezione degli eletti: Renzi ha pubblicamente ripetuto in più occasioni di essere favorevole alle preferenze, mentre l'Italicum originario prevedeva liste corte bloccate. Nella minoranza Pd però c'è una forte - ancorché strumentale - resistenza contro i parlamentari «nominati», così è spuntata l'ipotesi di bloccare solo il capolista e far eleggere con le preferenze gli altri. Ieri la Boschi ha avanzato l'idea di un 30% di eletti in un listino bloccato e di un 70% con le preferenze. La verità, che nessuno ammette, è che comunque, a scrutinio segreto, difficilmente un sistema con le preferenze troverebbe una maggioranza di favorevoli.

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Commenti

pupism

Gio, 06/11/2014 - 08:26

E' vero che oggi sarebbe premiato il PD ma a lungo andare con tutto quello che promette il Pifferaio Magico potrebbe anche invertirsi il ruolo di favorito.......

magnum357

Gio, 06/11/2014 - 09:29

Macchè ballottaggio !!! Un sistema a due turni è solo demenziale !!

fafner

Gio, 06/11/2014 - 09:42

".....bloccare solo il capolista e far eleggere con le preferenze gli altri . " ; questa tra tutte quelle ventilate è la proposta più accettabile ; non è per nulla conforme a democrazia che alcune divinità più divinità di tutte le altre sfruttino la neghittosità di moltissimi elettori ( che però non sono la maggioranza ) che , paghi di aver messo la loro brava croce su un disegno , si scocciano di star lì a perder tempo a scriver dei nomi evitando con cura i soliti e quelli consigliati dal partito , e poi si lamentano che nulla cambia .

gigi0000

Gio, 06/11/2014 - 10:04

Eliminare i partitini rompiballe è un dovere civico, per il futuro degli italiani. Personalmente eliminerei anche gli eletti incapaci di svolgere un ruolo utile, ma soltanto di disturbo. Se bipartitismo fosse, non sarebbe necessario alcun premio di maggioranza, mentre sono contrario alle preferenze, sempre connesse a scambio di favori e di voti.

pinux3

Gio, 06/11/2014 - 10:46

@magnum357...Perchè ballottaggio "demenziale"? Perchè di solito i ballottaggi li perdete?

Libertà75

Gio, 06/11/2014 - 11:15

Proponiamo di dare il 66% dei seggi a tutti i partiti che superino l'1% :D così diamo lavoro a più gente e facciamo girare l'economia

Ritratto di elio2

elio2

Gio, 06/11/2014 - 11:26

Come volevasi dimostrare tradire l'elettorato di destra non ha mai portato fortuna a nessuno, ma questi sono talmente stupidi da non imparare niente dalla storia, quindi giustamente alfano e compagnia staranno già prenotando una panchina al parco per andare a parlare di politica ai piccioni.

buri

Gio, 06/11/2014 - 11:26

addio accordi aulle riforme, dopo tanti bei discorsi Renzi getta la maschera, cambi per tenersia le carte in tavola per tenersi solo quelle a sui favore, mai fidarsi di uno di sinistra, questa è la lezione

marcello.favale

Gio, 06/11/2014 - 11:31

Se qualcuno non l'aveva capito che la sinistra, una volta preso il potere, avrebbe accettato di mettersi in gioco democratico è servito. La sinistra rimarrà PER SEMPRE al potere, in un modo o nell'altro. Sono stato chiaro? Renzi è l'uomo giusto per questo obiettivo: ora dà un posto nel CSM nientemeno che al movimento 5 stelle... e questo "giro di walzer" ce lo sorbiremo PER SEMPRE.

sardo

Gio, 06/11/2014 - 12:14

“spunta una norma che non solo porterebbe miliardi nelle casse delle banche di investimento, ma attribuirebbe loro anche un privilegio del tutto inedito: gli istituti diventano creditori privilegiati dello Stato italiano, con la possibilità di rivalersi sui depositi di garanzia nel caso di un default sovrano. Mentre gli altri creditori, come tutti i piccoli risparmiatori italiani e le banche italiane che possiedono Btp, dovrebbero mettersi in fila.” http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/05/favore-padoan-banche-daffari-privilegiate-in-caso-default-italia/1194818/

ugsirio

Gio, 06/11/2014 - 13:14

Una volta preso il potere cambiano le leggi e non li smuove più nessuno.

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 06/11/2014 - 13:35

Lo sbarramento al 5% è toppo basso. Comunque è indispensabile il ballottaggio tra i primi due, limitando al massimo il “premio” agli esclusi, ai quali deve essere lasciata solo una tribuna per far sentire la loro voce, senza possibilità concreta di inciuci in stile italiota. Se vogliamo che il paese cambi è necessario cambiare anche i partiti.

AG485151

Gio, 06/11/2014 - 14:32

Via le coalizioni e via i partitini : soglia del 30% alle prime e del 10% ai secondi . Via la possibilità di cambiare casacca nel corso della legislatura e via la possibilità di fare i " gruppi misti " .