Cameron sta con Renzi: "No alle richieste di Bruxelles"

Anche Cameron contro le richieste di Bruxelles: "Non pagheremo un contributo aggiuntivo". Renzi: "Non prendiamo lezioni o reprimende"

Cameron sta con Renzi: "No alle richieste di Bruxelles"

In Europa, Matteo Renzi può contare un nuovo alleato: David Cameron. "Credo che abbia detto bene il primo ministro italiano quando ha detto che questo non è un calcolo ma un'arma letale", ha detto il premier britannico al termine del Consiglio europeo.

L'Unione europea ha infatti chiesto ai Paesi menmbri un contributo extra per aggiustare il budget europeo dopo i nuovi parametri del calcolo del Pil. "Quando le persone producono un'arma letale come questa, non capiscono che porta le persone in tutta Europa a pensare che la Commissione europea è fatta di tecnocrati e burocrati senza anima né cuore?", ha aggiunto Cameron, "Questo è quello che il primo ministro italiano ha detto, e concordo con ogni parola".

Cameron ha quindi chiesto ai ministri della Finanza europei una riunione d’urgenza per discutere del bilancio Ue. Bruxelles ha chiesto a Londra un contributo da 2,1 miliardi di euro. Una richiesta "inaccettabile" per il premier britannico. Secondo il Financial Times, invece, l'Italia rischia di dover versare alla Commissione circa 340 milioni entro poche settimane. Le cifre definitive saranno rese note a novembre.

"Non ho mai parlato di arma letale", ha precisato poi Matteo Renzi, spiegando che il problema dell’Europa non sono gli tanto extra-costi, ma "la tecnocrazia e la burocrazia". "Rispettiamo tutti, ma non ci fermiamo", ha aggiunto il premier italiano, "Serve una presenza più forte dell’Italia, più orgogliosa e determinata: ogni anno l’Italia dà 20 miliardi all’Europa e ne prende indietro una decina, è un Paese che ha una forza e un’autorevolezza fuori discussione, quindi non viene a prendere lezioni o reprimende. C’è una questione Italia in Europa ma c’è anche una questione Europa in Italia".

"Dopo anni di politiche restrittive, di austerity, dinanzi alla disoccupazione giovanile dilagata è giusto sollecitare" alle istituzioni europee l’attuazione di nuove politiche verso la crescita e lo sviluppo, ha poi ribadito Giorgio Napolitano secondo cui "L’Europa ha molte facce, molte facce luminose e non solo quelle imperiose di regole da osservare in materia di bilancio pubblico".

Intanto sarebbe vicina l’intesa tra l’Italia e l’Ue sulla manovra per una correzione del deficit strutturale allo 0,3%. Secondo quanto appreso da fonti europee, l’intesa sarebbe di fatto raggiunta. "Credo che si risolverà e c’è spazio per un punto di intesa", si è limitato a dire Renzi lasciando il Justus Lipsius.

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