Il Campidoglio vende i sampietrini dal 2013 e nessuno lo sa

L'associazione Italia Nostra Roma denuncia la vendita dei sampietrini nelle librerie della Capitale. Il vicesindaco Nieri smentisce: "Li stiamo spostando in periferia"

Il Campidoglio vende i sampietrini dal 2013 e nessuno lo sa

I sampietrini in vendita nelle librerie di Roma. È questa l’accusa lanciata contro la giunta di Ignazio Marino da Italia Nostra Roma, associazione che si occupa della tutela dei beni artistici:“in Viale Eritrea n. 72, presso lo store Arion, Italia Nostra Roma ha visto che i sampietrini romani non lavorati sono in vendita a 40 euro cadauno; quelli montati a lampade da tavolo (costo 300 EUR circa), sonori a carillon o a salvadanaio i prezzi, sempre consistenti, variano”.

Secondo l’associazione l’autenticità dei sampietrini sarebbe accertata dalla presenza del logo di Roma Capitale che “compare come partner del gruppo ‘Aeterna design’”. Tale gruppo è ideatore del progetto Aeterna Design, certificato da Roma Capitale per la sua originalità dei prodotti che ha consentito all’azienda di apporre il logo di Roma Capitale “sui materiali di comunicazione e sul prodotto grazie ad un contratto di licenza di utilizzo del marchio”. Questi sampietrini sono in vendita già dal 2013 e questa notizia arriva a sole due settimane di distanza dalla polemica di cui era stato protagonista Maurizio Pucci, assessore ai lavori pubblici del Comune di Roma, che aveva comunicato la sua intenzione di togliere i sampietrini dalle vie ad alto scorrimento dal centro storico della Capitale per venderli ai cinesi. Il sindaco Marino aveva, però, subito precisato che non ci sarebbe stata alcuna vendita ma che le pietre più famose di Roma sarebbero semplicemente andate ad abbellire le nuove aree pedonali che l'amministrazione vuole creare in periferia. È ripresa da qui la polemica di Italia Nostra Roma che “si chiede da chi è partita tutta la vicenda e se c’è qualcuno ai vertici di Roma Capitale che intende fare chiarezza sul commercio dei sampietrini? La Sovraintendenza Comunale e la Soprintendenza statale sono informate?”.

L’associazione ritiene, infatti, che “il patrimonio dei sampietrini non sia nella disponibilità di Roma Capitale né della società di design che ha intravisto il business con l’avallo del Comune” e che “Ormai è chiaro che le dichiarazioni del neo nominato Assessore Maurizio Pucci sono basate su accordi economici pregressi. I sampietrini sono già in vendita”. Dal Campidoglio, con una nota si precisa che i sampietrini in vendita sono stati comprati da Aeterna Design da rivenditori privati che “il marchio Roma Capitale utilizzato per gli oggetti rientra invece nell’autorizzazione alla cosiddetta ‘brandizzazionè regolata da un bando di evidenza pubblica del 2012. Mescolare la proposta dell’amministrazione di Roma Capitale di un diverso uso dei sampietrini rimossi dalle strade di grande percorrenze con questi gadget è del tutto fuorviante”. Anche il vicesindaco Luigi Nieri che detiene per sé la delega alle periferie su Facebook ha ribadito: “I sampietrini che saranno rimossi dalle strade del centro destinate alla viabilità daranno vita a 14 piazze, una per Municipio (escluso il primo) completamente pedonalizzate. I luoghi saranno scelti attraverso percorsi partecipativi in cui saranno coinvolti i Municipi, le associazioni, i Comitati di Quartiere e i cittadini. Nelle piazze metteremo anche dei cartelli con le indicazioni della provenienza dei sampietrini ricollocati, per dare un chiaro segnale, anche simbolico, del centro che arriva in periferia e della periferia che arriva in centro. Perché Roma è tutta Roma”.

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