Avvio poco brillante per il generale Roberto Vannacci. Tra i ricorsi sul simbolo e gli accostamenti discutibili al partito, come quello all'ex Avs Aboubakar Soumahoro, poi smentito, Futuro nazionale stenta. L'europarlamentare rilancia il sondaggio di YouTrend che gli attribuisce il 4.2%. L'istituto di Alessandra Ghisleri, Only numbers, ridimensiona la portata a un più realistico 1.6%. I numeri di Vannacci interrogano anche il Parlamento. Non solo quelli relativi al futuro elettorale. Stefano Candiani, deputato della Lega, a distanza di tempo dal boom de "Il mondo al contrario", si domanda ancora: "Il generale ha riempito le librerie di Mosca?". Più o meno quello che si chiede il dem Vincenzo Amendola quando esclama: "Ma quando mai si è vista una fiammata di vendite su Amazon a ferragosto? Magari in Russia ma non in cirillico". I successi fanno sempre discutere. Poi il piano si allarga: "Se gli arrivano i soldi da Oltrecortina? Senza dubbio!", ha detto a Il Giornale, qualche giorno fa, il leader di Azione Carlo Calenda. A proposito di Russia, ieri Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, i due parlamentari che avevano presentato una mozione per lo stop alle forniture a Kiev, hanno lasciato la Lega per unirsi al generale. Più l'ex Fdi Emanuele Pozzolo: ora Vannacci può contare su una pattuglia di tre parlamentari.
Il leader di Fn, prima di poter utilizzare a tutti gli effetti nome e simbolo, deve aspettare il percorso di qualche carta bollata. Francesco Giubilei, il presidente dell'associazione Nazione futura, ha presentato un'opposizione formale supportata da un documento di oltre 100 pagine. Nazione futura ritiene che simbolo e logo del partito di Vannacci sia un'"imitazione". La valutazione spetta ora all'ufficio per la proprietà intellettuale europea. Di solito il responso arriva dopo tre mesi. L'associazione, inoltre, ha inviato una diffida sull'utilizzo del nome e del logo del partito. Può essere un problema per il generale. Sembra risolta, invece, la questione relativa al marchio depositata dal consigliere regionale grillino Riccardo Mercante, che poi è deceduto nel 2020 in un incidente stradale. Poiché l'atto non è stato rinnovato dopo dieci anni, il simbolo di Mercante non costituisce un impedimento per il leader di Fn. Marina Caprioni, moglie del pentastellato, sta comunque verificando la situazione con il suo avvocato: "La mia famiglia non ha gradito essere associata con un partito tanto lontano dalle idee di Riccardo". L'europarlamentare, molto vicino all'iscrizione al gruppo dell'Afd, è lapidario: "La polemica la fanno altri, non io. Il mio simbolo continuerà a essere usato finché non ci sarà qualcuno che me lo impedirà". Fn è argomento politico, su questo nessun dubbio. Arianna Meloni predica calma a margine della presentazione romana del libro di Claudio Cerasa, intitolato "L'Antidoto": "Mi sembra che sia ancora molto presto per parlare di Vannacci. Siamo ancora all'inizio, vediamo che cosa succede. Noi non ci preoccupiamo, siamo sicuri del nostro lavoro". "Spero - aggiunge - che non si faccia strumentalizzare dalla sinistra". Il tema dell'appartenenza alla coalizione di centrodestra si porrà più in là. Le parole di chi abbandona il Carroccio sono al vetriolo. Ziello parla di "fiducia degli italiani tradita". Non sono previsti altri grossi movimenti. Sui territori molti sono rimasti dove stavano, cioè con Matteo Salvini. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti scherza sul tema: "Vannacci? C'è la tregua olimpica".
Meno ironico Matteo Renzi che intravede "primi timidi segnali di stanchezza" da parte del centrodestra. La ricetta renziana per il "campo largo" è la stessa da qualche tempo: "Da giorni diciamo che l'opposizione deve andare all'attacco sulla sicurezza".