Cantieri e lavoro. I soldi Ue ci sono ma spenderli non sarà facile

Su grandi opere e lavoro l'incognita enti locali. Ma S&P crede in noi.

Cantieri e lavoro. I soldi Ue ci sono ma spenderli non sarà facile

Infrastrutture e lavoro sono due assi portanti del Pnrr. Da un lato, la realizzazione di grandi opere consente di stimolare la crescita economica. Dall'altro lato, la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive dovrebbe permettere di immettere nel mercato un maggior numero di lavoratori e questo anche in un'ottica di conseguimento della parità di genere. Se si unificano i capitoli «Infrastrutture», «Transizione digitale» e «Transizione ecologica» si totalizzano 125 miliardi su 191,5 che ci assegna Next Generation Eu. Sommando «Inclusione» e «Istruzione» si superano i 50 miliardi di euro.

Come si fa a essere sicuri che l'Italia possa centrare questi obiettivi non essendo lei stessa un esempio di adozione di best practice in campo di pianificazione, spesa e rendicontazione? Non è un caso che nel decreto sulla governance del Pnrr sia stata inserita in nuce una prima riforma in ottica di semplificazione burocratica allo scopo di accelerare le procedure del Piano. Il ministro della Pa, Renato Brunetta, ha lavorato fianco a fianco con il premier Mario Draghi e i risultati si sono visti con l'approvazione lampo del Pnrr da parte della Commissione Ue. E ieri anche l'agenzia di rating Standard & Poor's ci ha dato fiducia alzando al +4,9% le stime di crescita del Pil nel 2021 e nel 2022.

Il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, dispensa ottimismo. Ieri ha siglato a tempo di record l'aggiornamento del contratto di programma di Rete ferroviaria italiana che vale 24 miliardi. E a ogni occasione ricorda sempre che il dl Governance consente di accelerare i tempi sia con il ricorso all'appalto integrato che con la possibilità per la Presidenza del Consiglio di commissariare le pa che si opponessero ai progetti. Sì, ci vuole ottimismo perché l'Ance fino a qualche tempo fa ricordava che «nel nostro Paese servono circa 5 anni per realizzare, collaudare e rendicontare opere inferiori a un milione di euro e più di 15 anni per le grandi opere». Tempi incompatibili con il monitoraggio puntuale richiesto a Bruxelles.

Lo stesso discorso vale per il capitolo lavoro. Il ministro Andrea Orlando è impegnato nella revisione degli ammortizzatori sociali assieme al collega dell'Economia, Daniele Franco. Secondo il programma del governo dal 2022 dovrebbero entrare in vigore i decreti interministeriali per la Garanzia dell'occupabilità dei lavoratori (Gol), nonché il Piano per le nuove competenze. Si tratta di due misure che collegano l'erogazione di un sussidio (incluso il reddito di cittadinanza) all'impegno a formarsi e a ricercare una nuova occupazione. Ma il lavoro è un ambito di competenza regionale.

Si può essere sicuri che qualche livello intermedio non si frapponga in questo processo decisionale e lo ostacoli come accaduto in passato per le infrastrutture? Ecco, serve sperare per il meglio.

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