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Capolinea del killer del capotreno. Preso a Desenzano dopo 24 ore

Ha ucciso Ambrosio con due fendenti poi è fuggito su un regionale. Fermato a Fiorenzuola e rilasciato. Tappa a Milano, arresto a Brescia

Capolinea del killer del capotreno. Preso a Desenzano dopo 24 ore
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Catturato l'assassino del capotreno. Marin Jelenic, 36 anni, ricercato da 24 ore, è stato fermato alla stazione di Desenzano sul Garda, nel Bresciano. Una storia drammatica quanto assurda. Ha pedinato per diversi minuti la vittima. Poi, approfittando del buio e del luogo appartato, gli ha sferrato una coltellata. Un colpo a tradimento, alle spalle, fatale per Alessandro Ambrosio, capotreno sugli Intercity. Subito dopo la fuga del killer verso la stazione di Bologna dove sale su un regionale diretto a Milano. Viene, però, fatto scendere a Fiorenzuola perché infastidisce gli altri passeggeri. Identificato, viene rilasciato. Perché? La segnalazione non è stata ancora diffusa e non è ancora sospettato di omicidio. Marin continua il suo viaggio fino a Milano. Qui, alla Centrale, viene ripreso ancora una volta dalle telecamere di sicurezza della Polfer mentre cammina. Ieri l'epilogo. L'uomo ai poliziotti della questura diretta da Paolo Sartori è apparso confuso: "So di essere ricercato ma non so per cosa". Avrebbe trascorso la nottata in un dormitorio per senzatetto a Milano, in zona Niguarda. Da lì sarebbe salito su un autobus per Desenzano.

Omicidio volontario pluriaggravato l'accusa. Succede tutto nel parcheggio scoperto riservato ai dipendenti Trenitalia, sul piazzale ovest lungo via Pietramellara, lunedì pomeriggio. "Ambro" ha il suo giorno di riposo, il 34enne deve vedere un amico nell'area vietata agli altri viaggiatori. Non sa che Jelenic lo sta seguendo. L'uomo viene ripreso poco prima mentre si aggira sulla banchina del binario 1. È un attimo: la lama conficcata in pancia non lascia scampo al capotreno. Il corpo senza vita di Ambrosio viene trovato da un collega di Italo. Sono le 18,30 quando arrivano gli agenti della squadra mobile bolognese con il magistrato di turno. Vengono visionate le telecamere e ricostruite le fasi dell'agguato. Ci vuole un po' per collegare quello strano personaggio con felpa e giubbotto che gira in stazione come se niente fosse, con la morte del capotreno. Nel frattempo Jelenic è a bordo di un regionale diretto nel capoluogo lombardo. Infastidisce il personale che allerta il 112. Polizia e carabinieri lo fanno scendere a Fiorenzuola d'Adda, Piacenza, per identificarlo. Sono le 20, un'ora e mezza dal rinvenimento del cadavere di Ambrosio. Ma le ricerche del suo assassino non sono state ancora diramate. Insomma, mancano i presupposti per il fermo e Jelenic viene rilasciato.

Senza fissa dimora, precedenti per molestie, aggressione e porto di arma da taglio, Jelenic prosegue indisturbato il suo viaggio. Arriva alla stazione centrale di Milano e qui viene nuovamente ripreso dalle telecamere. Ma riesce ancora una volta a dileguarsi fra la gente. Ricercato in tutto il territorio nazionale, soprattutto nei luoghi conosciuti dal presunto killer. L'ipotesi più seguita è quella che lo vedrebbe nascondersi in uno dei tanti rifugi per senza tetto della città. Come l'area stessa attorno alla stazione di Milano o di Bologna, dov'è avvenuto l'omicidio, più volte nel mirino delle forze dell'ordine contro spacciatori e assuntori di crack che la fanno da padroni. Una "zona rossa", quest'ultima, voluta dal ministro Matteo Piantedosi per renderla sicura. Secondo il primo esame del medico legale, Ambrosio è stato colpito alle spalle da una prima coltellata seguita da una seconda all'addome quando, probabilmente, era già a terra. Ignoto, finora, il movente. Ambrosio e Jelenic si conoscevano? Fra i due, in passato, era nato un diverbio, uno dei tanti per cui il cittadino croato viene fermato e fatto scendere perché senza biglietto o per aver aggredito e minacciato il personale ferroviario? Jelenic avrebbe maturato rancore verso Ambrosio tanto da volerlo "punire" a colpi di lama. L'altra sera, dopo aver girovagato sulla banchina in attesa del regionale, l'avrebbe riconosciuto e seguito per vendicarsi.

I rilievi della polizia scientifica sono proseguiti

per tutta la giornata mentre il pm Michele Martorelli dovrebbe conferire oggi l'incarico per l'esame autoptico. Nel momento della cattura il presunto killer non aveva con sé l'arma del delitto, un coltello a serramanico.

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