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Casa nel bosco, magistrati all'attacco

Il Tribunale dei minori accusa: "Toni aggressivi". Al lavoro gli ispettori di Nordio

Casa nel bosco, magistrati all'attacco
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Il ministro Carlo Nordio conferma l'invio degli ispettori per svolgere approfondimenti sul caso della famiglia nel bosco. E i pm del Tribunale dei minorenni dell'Aquila coinvolti partono al contrattacco.

Cecilia Angrisano, presidente del Tribunale per i minorenni dell'Aquila e David Mancini, procuratore della Repubblica, intervengono pubblicamente, stigmatizzando "il clamore mediatico si legge nella nota congiunta - suscitato da recenti vicende giudiziarie, tuttora in fase istruttoria da più parti commentate anche con toni aggressivi e non continenti". I due togati assicurano che "ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale" e auspicano "che la collettività comprenda è la conclusione del loro lungo intervento - quanto il rispetto delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le istituzioni chiamate ad operare sia fondamentale per la miglior gestione di queste sofferte vicende umane per le quali è istituzionalmente all'autorità giudiziaria minorile il compito di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio".

La decisione di Nordio arriva dopo l'ordinanza del tribunale dei minorenni che ha disposto l'allontanamento di Catherine Birmingham dalla struttura in cui sono ospitati i suoi tre figli, ma è solo la seconda parte di un percorso già avviato nei mesi scorsi. "Va ricordato che ha detto il titolare di Via Arenula - un accertamento preliminare era già stato avviato a novembre e direi che ora è arrivato il momento di arrivare a una definitiva conclusione di questa vicenda". A novembre, infatti, il ministero aveva disposto una prima istruttoria interna dopo l'ordinanza con cui il tribunale aveva sospeso la responsabilità genitoriale della coppia anglo-australiana, ma la verifica si era limitata all'esame degli atti e della documentazione. Ora, invece, il ministero ha deciso per l'invio diretto di ispettori presso il tribunale aquilano. Secondo quanto apprende Il Giornale, al momento, non esistono dei tempi prestabiliti per la chiusura di questa ispezione straordinaria che, in ogni caso, fornirà soltanto ulteriori elementi sulla regolarità delle decisioni prese dai togati de L'Aquila, ma non produrrà effetti immediati sulla famiglia nel bosco. In concreto, dunque, i bambini restano ancora separati dai loro genitori anche se ieri hanno ricevuto la visita del papà, della zia e della nonna presso la Casa Famiglia di Vasto che li ospita.

Intanto, mentre il deputato del Pd Marco Furfaro invita Meloni a pensare più al caro bollette, il centrodestra plaude per l'iniziativa del ministro Nordio. "Uno Stato che porta via i bambini a mamma e papà non è lo Stato in cui voglio crescere i miei figli", commenta Matteo Salvini in un video su X in cui annuncia che questa settimana andrà a trovare la famiglia del bosco "non da vicepresidente del Consiglio, da ministro, da papà, da genitore disgustato da questa forma di violenza istituzionalizzata". La senatrice di FdI Cinzia Pellegrino spiega: "Come ha anche ribadito la premier, i figli appartengono ai genitori e non allo Stato, e questo è e deve rimanere un principio fondamentale per la tutela della famiglia e del superiore interesse dei minori".

Anche Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia, non ha dubbi: "Dopo oltre tre mesi di accanimento è palese l'ideologia dei giudici, che fin dal primo istante a quanto pare non avevano in mano nessuna valida motivazione per allontanare i bambini dalla loro casa, perché non sono mai stati vittime di abusi, maltrattamenti o situazioni di disagio".

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