Casa, la stangata è più vicina. Ecco i pericoli della riforma

Preoccupano i parametri delle rendite e le nuove classi. Tajani (Fi): "L'impianto non aumenti la pressione"

Casa, la stangata è più vicina. Ecco i pericoli della riforma

Mario Draghi ha scoperchiato il vaso di Pandora. Il sostanziale via libera alla revisione degli estimi catastali nell'ambito della delega fiscale, per quanto con il postulato dell'invarianza di gettito, preoccupa non poco il centrodestra nelle sue varie declinazioni.

E, dunque, dalle parole di Draghi si deve ripartire. «Un'operazione di trasparente impegno a non cambiare il carico fiscale», ha affermato mercoledì scorso. Ne consegue che per «trasparente» si può pensare a una digitalizzazione delle mappe per far emergere gli 1,2 milioni di immobili che oggi sfuggono al fisco (e a cui Matteo Salvini vorrebbe limitare l'intervento), mentre per il concetto di «invarianza» le interpretazioni possono essere le più disparate. Si può utilizzare il lavoro effettuato nel 2015-2016 passando alla superficie degli immobili residenziali espressa in metri quadri e non in vani catastali. Poi bisognerà dettagliare i parametri che individuano le rendite potenziali di ogni zona. «Lo sforzo sarà trovare un algoritmo per arrivare ad avere una ripartizione equa degli oneri», ha chiosato Mario Bulgheroni, presidente dell'Associazione nazionale visuristi.

L'unico esempio pratico che si può citare è il riclassamento richiesto da alcuni Comuni negli anni scorsi e i cui effetti sono diventati «tangibili» tra il 2013 e il 2014. A Roma l'aggiornamento ha riguardato 175mila unità (17 microzone) con un incremento delle rendite di 123 milioni. A Milano sono state 30mila (4 microzone) per 44 milioni. L'esempio più clamoroso, però, è quello di Lecce che ha rivisto oltre 70mila unità, quasi tutte, aumentando le rendite di 7 milioni e prevedendo maggiore Imu e Tasi per 3 milioni. Nella Capitale monolocali quasi senza finestre sono passati da A4 ad A2 con un incremento del 70 per cento della rendita. Se tale metodo fosse applicato a livello nazionale, si rischierebbe di dover pagare l'Imu sulla prima casa (prevista per le categorie di pregio A/1, A/8 e A/9) in caso di riclassamento, ma si potrebbe restare vittime di una «stangata» sulla seconda casa. Per restare in ambito leccese, un riclassamento dei Comuni costieri del Salento (che sta vivendo un boom turistico) potrebbe determinare quanto meno un raddoppio delle rendite.

Ma proprio qui sta il busillis. A livello politico c'è molta preoccupazione sugli intendimenti di coloro che saranno chiamati ad aggiornare le rendite. E nel Palazzo si teme che il dossier possa essere coordinato da Gianni Guerrieri, direttore dei Servizi estimativi e dell'Osservatorio del mercato immobiliare delle Entrate. Guerrieri è stato uno stretto collaboratore dell'ex ministro dell'Economia, Vincenzo Visco. Un nome che nel centrodestra suscita ancor oggi incubi e spasmi visto che di «Visco-boys» il Tesoro è pieno. «La riforma non deve fare aumentare di un euro la pressione fiscale. E non deve essere affidata a qualche vecchio militante comunista, al quale è stato insegnato che la proprietà è un furto, su questa saremo durissimi. Abbiamo proposto, con Renato Brunetta, di fare prima una ristrutturazione del catasto, con il digitale. Digitalizzare tutto il catasto, attraverso il Pnrr, e poi si vedrà», ha tagliato corto Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.

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