"Non succederà nulla", "È finito". Le 'profezie' su Grillo

Per la rubrica Il bianco e il nero, abbiamo parlato con il filosofo Paolo Becchi e con il politologo Gianfranco Pasquino del periodo buio che sta attraversando il M5S

"Non succederà nulla", "È finito". Le 'profezie' su Grillo

Il M5S, dopo la tegola giudiziaria che colpito il fondatore Beppe Grillo, sta vivendo una nuova crisi proprio nel momento cruciale della legislatura: l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Per la rubrica Il bianco e il nero, ne abbiamo parlato con il filosofo Paolo Becchi e Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica all'università di Bologna.

Cosa succede nel M5S dopo la vicenda giudiziaria che ha colpito Beppe Grillo?

Becchi: "Quella è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Io sono un garantista con tutti e questo vale anche per Beppe Grillo, però una cosa è la vicenda giudiziaria che chiarirà la magistratura e un'altra è la vicenda politica. Credo che, considerate anche le grandi difficoltà finanziarie in cui si trova la Casaleggio Associati (che ormai non ha più nulla a che fare con i pentastellati), il M5S è finito. Questo non esclude che alle prossime elezioni possano prendere dei voti, ma non è quasi manco più corretto utilizzare questa sigla. Quella trasformazione per la vita civile e politica che molti italiani, compreso me, si aspettavano non c'è stata. Queste ultime vicende politicamente lo confermano. Non si vede molta diversità tra il M5S e il resto degli altri partiti. La tanto decantata 'onestà, onestà' mi sembra molto messa in discussione".

Pasquino: "Se è una vicenda che riguarda solo Grillo, non succederà niente perché lui, in qualche modo, si era già 'elevato'. Se non ha influenzato nessuno dei parlamentari dei Cinquestelle, loro dovrebbero proseguire esprimendo rammarico e augurandosi che Grillo esca pulito da tutta questa vicenda".

Conte ha incontrato prima Letta e Speranza e, poi, Salvini. Che ruolo sta svolgendo dentro il M5S e nella partita per il Colle?

Becchi: "Teniamo presente che il M5S è il partito di maggioranza relativa e, invece, secondo me, Conte non sa che pesci pigliare e, per cercare di sembrare in partita, si attiva da una parte e dall'altra. Credo che anche il tentativo di rinnovamento del Movimento, per mezzo di Conte, sia fallito. Il M5S, quando si voterà, sopravviverà grazie ai voti presi al Sud col reddito di cittadinanza, ma andrà sicuramente sotto il 10%. il M5S non esiste più come progetto politico, mentre Conte rappresenta proprio una nullità politica".

Pasquino: "Conte sa che non controlla del tutto i gruppi parlamentari e cerca sponde fuori per negoziare il nome del prossimo presidente. Di più non può fare, deve stare in equilibrio, sperando che una parte del gruppo parlamentare ci ripensi e che i Cinquestelle non vadano in ordine sparso. Conte deve cercare di mettere insieme le 'sparse membra' del Movimento che, poi, è un obiettivo anche di Di Maio".

Chi sarà il prossimo leader del M5S? Conte o Di Maio?

Becchi: "Credo che al momento questo problema non si ponga neanche. Penso che proseguirà questa facciata formale con Conte capo politico e una segreteria che ruota intorno a lui. Bisognerà vedere cosa succederà alle Politiche del 2023 e chi prenderà le redini del Movimento per cercare di salvare un minino di posti in Parlamento. Lì si arriverà alla resa dei conti tra Di Maio e Conte".

Pasquino: "Da qui al 2023 c'è un secolo di tensioni e difficoltà e, perciò, è difficile dirlo. Io credo che al M5S non convenga far fuori Conte. Poi, bisogna vedere se l'ex premier acquisisce tutto il peso che dovrebbe avere in quanto leader".

Il M5S è il gruppo parlamentare più numeroso. Perchè non sta svolgendo un ruolo da protagonista nella partita per il Colle?

Becchi: "Ormai non c'è più una guida. I parlamentari dei Cinquestelle non li controlla di certo Conte, al massimo ce n'è una quindicina fedele a Di Maio. Tutto il resto, però, è una palude. Voteranno qualcuno che consenta a Draghi di rimanere dov'è di modo tale che loro possano restare in Parlamento fino alla scadenza naturale della legislatura. Penseranno a salvarsi la pelle e, quindi, voteranno un qualunque candidato eccetto Draghi perché i grillini vogliono la certezza che non si vada a votare".

Pasquino: "Credo che nessuno debba dare le carte, ma tutti dovrebbero proporre dei nomi. Mi stupisce che LeU non abbia fatto nemmeno 3 nomi. Io mi aspetto che anche il M5S faccia una rosa di nomi. Non dovrebbe essere difficile nemmeno per loro, ma ci vorrebbe un po' di immaginazione e di buona volontà".

Conte, Letta e Speranza, dopo il loro incontro, hanno scritto un tweet uguale. Qual è il reale stato di salute dell'alleanza giallorossa?

Becchi: "Hanno fatto un tweet identico per indicare che c'è un'estrema condivisione. E mi pare anche normale. Dopo la parentesi rivoluzionaria del governo gialloverde, si sta andando verso la normale suddivisione di un fronte di centrodestra e uno di centrosinistra".

Pasquino: "Dire che avranno una posizione comune è già un passo avanti. La convergenza sul tweet, secondo me, è un segnale politico di primaria importanza...".

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