Caso Philip Morris, Casaleggio: "Mai chiesto nulla"

Continuano le polemiche sull'inchiesta del Riformista sui bonifici di Philip Morris alla Casaleggio Associati. Il presidente di Rousseau su Facebook annuncia nuove querele: "Mai chiesto al M5S per i clienti della mia azienda"

Caso Philip Morris, Casaleggio: "Mai chiesto nulla"

"Visto che continua il circo mediatico avviato da un articolo sul Riformista, che in sostanza dice che avrei accettato soldi per far ridurre le tasse ad un comparto, credo di dover tornare sull’argomento oltre a depositare l'ennesima querela per diffamazione". Con un post su Facebook, Davide Casaleggio interviene nuovamente sulla questione dei presunti finanziamenti di Philips Morris alla Casaleggio Associati, che secondo un'inchiesta del Riformista sarebbero stati finalizzati ad ottenere un aumento dello sconto fiscale sulle sigarette elettroniche.

Martedì il quotidiano di Piero Sansonetti è tornato sull'argomento con un'intervista all'ex ministro grillino Lorenzo Fioramonti, in cui Casaleggio Jr viene accusato di "conflitto di interessi". Un'accusa a cui il diretto interessato replica con un lungo intervento sui social, dopo un faccia a faccia, lunedì, con l'inviato de Le Iene, Antonino Monteleone. "Casaleggio Associati non accetta 'finanziamenti' o 'donazioni', ma solo contratti a fronte di prestazione di servizi digitali e consulenza strategica nell’ambito del mondo dell’innovazione e della comunicazione digitale", chiarisce il fondatore di Rousseau. "Non ho mai richiesto nulla - va avanti - per i clienti di Casaleggio Associati a eletti o governanti del Movimento 5 Stelle, mantenendo sempre una distinzione netta tra le due realtà".

E attacca uno dei giornalisti che ha firmato l'inchiesta: "L’unico conflitto palese che sembra emergere da questo caso è quello del giornalista che ha scritto l’articolo, Aldo Torchiaro, che è anche Media Relation Director di Spencer&Lewis (mi spiace che nella giornata di ieri il suo nome sia stato rimosso dalla pagina) che annovera tra i propri clienti i due grandi concorrenti internazionali di Philip Morris". "Due aziende - continua Casaleggio - che beneficerebbero della modifica della tassazione di cui scrive il giornalista, senza che però dichiari i suoi legami con queste due società nell'articolo".

"Le riduzioni delle tasse ad alcuni prodotti specifici a cui ci si riferisce negli articoli di giornale sono state fatte da Renzi prima e dalla Lega successivamente", sottolinea ancora il presidente dell'Associazione Rousseau. "In questo senso - prosegue - credo possa essere qui si opportuno regolare eventuali conflitti di interesse ai 120 parlamentari che scrivono leggi possedendo aziende".

"Tra le bufale del giorno del Riformista mi tocca anche segnalare che non ho mai partecipato a riunioni governative per definire la finanziaria", continua Casaleggio, che annuncia nuove querele. "Appena uscita la diffamazione sul giornale ho subito replicato sperando che potesse chiudersi nel botta e risposta - conclude nel post - ma evidentemente non è stato così, perchè la diffamazione nei miei confronti e della nostra società, questa volta, evidentemente non è l’unico obiettivo".

Nella serata di martedì, inoltre, è proprio Fioramonti, oggi deputato del gruppo misto, citato dall'Adnkronos, ad accusare il Riformista di aver riportato "in prima pagina alcune dichiarazioni sulla questione del tabacco riscaldato in maniera distorta". "Voglio sottolineare che l'onorevole Villarosa non ha mai fatto pressioni in alcun senso, anzi sono certo che è favorevole all'emendamento, a differenza di altri suoi colleghi al Mef", ha chiarito l'ex ministro a proposito delle presunte pressioni di esponenti del M5S per alzare lo sconto fiscale sui prodotti a tabacco riscaldato.

"Per quanto riguarda la questione Casaleggio - ha proseguito Fioramonti - ho tenuto a precisare che era regolarmente presente a tante riunioni politiche, come sanno bene gli eletti 5S, anche quelle di vertice, ma non so assolutamente che decisioni abbia preso o siano state prese su sua indicazione". "Infine - ha detto l'ex ministro - voglio specificare che il nostro emendamento (sulla modifica della tassazione sul tabacco riscaldato e la destinazione degli introiti all'assistenza dei malati cronici, ndr) fu presentato al Dl Rilancio e non alla Legge di Bilancio dello scorso anno, come erroneamente riportato dal giornale".

"Il fatto che uno dei volti più noti di un movimento politico oggi al governo, che mette in cima ai propri valori quello della trasparenza, si senta disturbato per la semplice domanda di un giornalista lascia senza parole", è invece il commento della trasmissione Mediaset, Le Iene, dopo il no comment sulla vicenda arrivato dalla Casaleggio Associati.

Anche Spencer & Lewis, la società citata da Casaleggio Jr, replica dichiandosi estranea all'inchiesta de Il Riformista. L'azienda sottolinea di essersi avvalsa "in passato della collaborazione esterna del signor Torchiaro" e precisa che "Torchiaro non si è mai occupato del settore tabacco per clienti della Spencer & Lewis". "L'autonoma iniziativa del sig. Torchiaro confligge con gli interessi della Spencer & Lewis e dei clienti che la stessa rappresenta, e l'ha costretta a prendere le distanze dall'autore dell'inchiesta e dalla testata giornalistica che l'ha ospitata", si legge ancora nel comunicato che l'azienda ha diramato nel pomeriggio di martedì.

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