Caso Procure, Luca Palamara ora rischia il processo

La difesa dell'ex presidente dell'Anm: "Escluse forme più gravi di corruzione". Sotto inchiesta anche l'ex consigliere del Csm Luigi Spina, Adele Attisani, l'imprenditore Fabrizio Centofanti e Giancarlo Manfredonia

Caso Procure, Luca Palamara ora rischia il processo

Viaggi a in Europa e non solo, soggiorni, spostamenti con autisti personali, lavori di ristrutturazione e anche un trattamento di bellezza: sono questi alcuni degli episodi di corruzione contestati all'ex presidente dell'Anm Luca Palamara, all'amica Adele Attisani e all'imprenditore Fabrizio Centofanti nell'inchiesta di Perugia.

Così la Procura ha chiuso le indagini per la vicenda che vede indagato per corruzione il pm romano Luca Palamara. A rischiare il processo, anche l'ex consigliere del Csm Luigi Spina (accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio), Giancarlo Manfredonia (accusato di favoreggiamento) e Adele Attisani e l'imprenditore Fabrizio Centofanti (accusati di corruzione).

A Luca Palamara, all'epoca dei fatti consigliere del Csm, i pm umbri contestano anche un viaggio a Madrid per assistere alla partita Real Madrid-Roma di Champions League dell'8 marzo 2016, per il quale Centofanti avrebbe versato oltre 1.300 euro. L'imprenditore inoltre, avrebbe pagato lavori per diverse decine di migliaia di euro tra il 2013 e il 2017, nell'appartamento romano di Attisani, ritenuta dai pm "istigatrice delle condotte delittuose e beneficiaria in parte delle utilità".

"Abbiamo ricevuto la notifica del provvedimento di conclusione delle indagini preliminari. Questa difesa con soddisfazione apprende che le più gravi forme di corruzione originariamente ipotizzate sono escluse", hanno commentato i difensori dell'ex presidente dell'Anm. "In relazione alle ipotesi di reato ancora contestate a Palamara - hanno continuato - questa difesa è certa di poter portare all'attenzione degli organi inquirenti ulteriori e decisivi elementi per dimostrare da un lato l'insussistenza di accettazione di qualsiasi forma di utilità, dall'altro l'assenza di qualsiasi forma di istigazione per conoscere notizie già ampiamente note in quanto riportate dai principali quotidiani nazionali". Poi hanno aggiunto: "Questa certezza è ulteriormente avvalorata dall'esistenza di insanabili contraddizioni emerse in ambito investigativo atteso che alla base del calcolo delle utilità asseritamente ricevute da Palamara sono state computate somme indicate in fatture palesemente false".

A Giancarlo Manfredonia, titolare di un'agenzia di viaggi, i pm di Perugia, contestano di aver fornito "false informazioni e documentazione artefatta"​ alla guardia di Finanza "che stava procedendo a far luce sui viaggi organizzati da Centofanti presso la sua agenzia, in modo da aiutare quest'ultimo e Palamara ad eludere" le indagini.

Infine, l'ex consigliere del Csm Luigi Spina è fino nel mirino dei pm perché avrebbe informato Palamara di un esposto contro l'ex procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e un procuratore aggiunto della Capitale. Spina inoltre avrebbe passato informazioni a Palamara sull'inchiesta che lo riguardava aiutandolo "ad eludere le investigazioni".

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