Chiesta la fiducia sulla riforma della giustizia: "Siamo aperti a miglioramenti"

Il Cdm ha autorizzato il governo a porre la questione di fiducia sulla riforma della Giustizia proposta da Marta Cartabia. La richiesta è arrivata da Mario Draghi

Chiesta la fiducia sulla riforma della giustizia: "Siamo aperti a miglioramenti"

Il Consiglio dei ministri ha autorizzato il governo a porre la questione di fiducia sulla riforma della giustizia penale. A chiederla è stato Mario Draghi. "L'autorizzazione a richiedere la fiducia è dovuta al fatto di dover porre un punto fermo", ha dichiarato il presidente del Consiglio. Mario Draghi, quindi, ha proseguito: "Si parte dal testo approvato all'unanimità al Cdm, c'è tutta la buona volontà ad accogliere cambiamenti, emendamenti al testo che siano di carattere tecnico e non stravolgano l'impianto e siano condivisi".

Il premier ha sottolineato che "gli emendamenti sono stati presentati non solo da una parte ma anche da altre parti e anche l'interlocuzione con la maggioranza ha arricchito la discussione. Da parte del governo c'è la massima buona volontà a sentire tutti". Quindi, Draghi ha dichiarato: "Chiedere la fiducia 3-5 giorni prima del semestre bianco è praticamente come chiederla durante, ma non è con una minaccia di questo tipo che si fa una riforma così complessa. Una riforma così deve essere condivisa, non è nemmeno giusto minacciare la consultazione elettorale se non approvi una riforma così complessa".

Marta Cartabia adesso dovrà accelerare sui 1.600 emendamenti presentati dalle forze politiche, 917 dei quali solo dal Movimento 5 Stelle. Il M5s fa opposizione e sul ddl di riordino del processo penale ha alzato gli scudi in difesa della riforma della prescrizione varata dall'ex ministro, Alfonso Bonafede. Questa è nei fatti la battaglia politica con la quale Giuseppe Conte si presenta come leader del M5s.

Marta Cartabia in conferenza stampa ha sottolineato: "Siamo di fronte a un intervento in materia di giustizia che è un investimento grosso da parte dello Stato dopo tanti anni. Lo Stato sta facendo investimenti per evitare che le lungaggini producano prescrizioni". Il Guardasigilli ha tenuto il punto ed evidenziato l'importanza della riforma: "Il tema è difficile, ma tanto difficile quanto ineludibile. Il problema della durata dei processi è un problema grave in Italia e non solo che nelle condizioni del Pnrr ci è stato chiesto di ridurre del 25% i processi penali,ma per ragioni legate ad esigenze dei cittadini. La ragionevole durata del processo evita le prescrizioni, la ragionevole durata del processo è una garanzia dei diritti voluta dalla Costituzione".

Il ministro ha voluto precisare che "la ragionevole durata del processo evita la prescrizione, è una garanzia dei diritti voluta dalla Costituzione. Su questo terreno abbiamo aperto una discussione dal giorno dell'insediamento del governo". Quindi, Marta Cartabia ha concluso: "C'è una percentuale importante delle prescrizioni, il 37%, che avviene in fase di indagini preliminari, e altrettante prima della fine del primo grado, è un problema da aggredire. Siamo di fronte a un intervento in materia di giustizia che è davvero un investimento grosso da parte dello Stato, dopo tanti anni che questo non accadeva, lo Stato sta investendo per evitare che le lungaggini producano queste prescrizioni ".

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