Cdm di fuoco nella notte: scontri su scuola e trasporti

Tensione altissima nella maggioranza. Compromesso per le scuole: riaprono l'11 gennaio. De Micheli nella bufera per i trasporti

Cdm di fuoco nella notte: scontri su scuola e trasporti

Scuola e trasporti. Cdm di fuoco nella notte. Nella maggioranza la tensione è alle stelle. Spostare la riapertura delle scuole più avanti, "non prima del 15 gennaio", è stata la richiesta in Cdm del capo delegazione dem al governo Dario Franceschini. Fermo il no della ministra alla Scuola Lucia Azzolina e del M5S, sulle barricate a difesa della data del 7 gennaio per il ritorno in aula di scuole superiori e licei. "I contagi non sono imputabili alla scuola, non è quella la fonte dei focolai - avrebbe detto la ministra, raccontano all'Adnkronos alcuni presenti - i nostri ragazzi hanno pagato sin troppo, basta chiedere loro sacrifici". Intanto la discussione prosegue, il dl sulle misure da adottare dopo l'Epifania non è stato ancora approvato, mentre la ministra e capo delegazione di Iv Teresa Bellanova punta il dito: "Al 4 gennaio non sapere ancora se i ragazzi rientreranno a scuola è davvero inaccettabile".

Alla fine, la riapertura delle scuole superiori e dei licei slitta all'11 gennaio. Questa, a quanto apprende l'Adnkronos, la mediazione raggiunta in Cdm. A trovare un punto di incontro il premier Giuseppe Conte, che avrebbe invitato Pd, M5S e Iv a trovare una data che mettesse d'accordo tutti, superando l'empasse.

Nel mirino è finita anche la ministra dei Trasporti Paola De Micheli. Nel corso della riunione, a quanto apprende l'Adnkronos, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli avrebbe spiegato di aver approntato un modello organizzativo scollegato dalla dimensione prettamente sanitaria, perché è impossibile -il ragionamento- sapere come il virus si diffonde su pullman e bus. Ma le sue parole avrebbero provocato l'ira dei 5 Stelle e in particolare del capo delegazione Alfonso Bonafede, animando il dibattito in un Cdm di fuoco.