La Cei non smette di parlare «Governo assente sui migranti»

Monsignor Galantino attacca ancora la politica ma raccoglie bocciature bipartisan Salvini: «Ha rotto». Serracchiani: ingeneroso. Poi «Famiglia cristiana» smorza i toni

D a tutti contro tutti, lo scontro politico sull'emergenza immigrazione si è trasformato in un monsignor Galantino contro tutti. E in un tutti contro di lui. Negli ultimi giorni il segretario della Cei si è scagliato contro la politica in generale, la Lega Nord e il governo, con toni singolari per chi ricopre un ruolo religioso. E adesso contro il numero 2 della Cei è un coro quasi unanime di critiche.

L'attacco di Galantino a Famiglia Cristiana è durissimo. «Il governo è del tutto assente sul tema immigrazione. Non basta salvare i migranti per mettere a posto la coscienza nazionale», dice, per poi rispondere alle critiche di questi giorni. «Guadagniamo con gli immigrati? Banalità spaventosa. Facciamo quello che ci impone il Vangelo e non dobbiamo giustificarci. Ci sono vescovi che ospitano immigrati a casa propria (ieri il presidente Cei e arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha disposto l'apertura di un seminario per accogliere i profughi, ndr ), lo fanno anche Salvini, Zaia e Grillo?». E ancora, Galantino critica le leggi italiane che «impongono una non-integrazione» e torna alla carica: «I piazzisti sono molti, piazzisti di fanfaronate da osteria, chiacchiere da bar che rilanciate dai media rischiano di provocare conflitti».

E apriti cielo. Anche se in serata Famiglia Cristiana prova a metterci una pezza «frasi riportate in modo esagerato all'interno di un colloquio confidenziale con il nostro giornalista», la replica della politica è quasi unanime. Il più tirato in ballo, Matteo Salvini, accusa. «Il signor Galantino pensa che gli italiani debbano accogliere tutti. E i leghisti sono “fanfaroni da osteria”. Ma l'Italia è ancora una Repubblica o dipende dal Vaticano? Questo Galantino ha rotto le scatole?», scrive su Facebook il segretario del Carroccio che poi aggiunge: «Il mio problema non è con vescovi o con il Papa ma è quello di un padre di famiglia che dice: troppa gente non siamo in grado di ospitarla». Molto critica anche Daniela Santanché, deputata di Forza Italia che in una nota si chiede: «Quale furore ideologico anima monsignor Nunzio Galantino? Cosa c'è dietro al suo essere sempre e comunque dalla parte opposta agli italiani?». Dirette anche le parole di Giovanni Toti, neo governatore ligure. «Sono stufo di sentir parlare di piazzisti e di programmi razzisti, l'unica cosa che conta sono le regole, applicarle, farle rispettare». L'ingerenza di Galantino fa infuriare Francesco Storace, leader de La Destra: «Milioni di italiani seguono il Vangelo ma non a tutti piace essere insultati dal segretario della Cei», afferma. Ma critiche per le dichiarazioni e soprattutto per i toni utilizzati da Galantino arrivano anche da sinistra. Debora Serracchiani (Pd) parla apertamente di «critiche ingenerose» mentre Emanuele Fiano spiega «che monsignor Galantino dica che si può fare di più lo accetto, che dica che l'azione del governo è totalmente insufficiente no». Grillo invece, continua sulla linea dura: «Con la retorica dell'accoglienza nessuno si accolla la colpa per l'esodo biblico in atto», scrive sul blog.

Intanto resta sul tavolo l'iniziativa della Regione Lombardia, con il presidente Roberto Maroni in testa sostenuto anche da Fratelli d'Italia, di tagliare i fondi ai comuni che favoriscono l'accoglienza unito all'ipotesi class action contro il governo in favore dei sindaci che rifiutano i profughi.

E in questo caos fatto di polemiche, accuse e repliche, fa rumore il silenzio di Matteo Renzi. Lui, di estrazione cattolica ma chiamato pesantemente in causa dalle parole di Galantino, si guarda bene dal prendere posizione. Come sua abitudine quando il terreno risulta pericolosamente scivoloso.

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