"Berlusconi centrale per il Colle. Ha il diritto di prima parola"

Per il professor Alfonso Celotto, la partita del Quirinale può essere indirizzata soltanto da una scelta: quella di Silvio Berlusconi, che per la centralità assunta può dire di avere il "diritto alla prima parola"

"Berlusconi centrale per il Colle. Ha il diritto di prima parola" Esclusiva

Il gioco del Quirinale - dice il professor Alfonso Celotto - assomiglia ad una gara di ciclismo su pista, mentre il pallino del gioco, in ogni caso, è tutto nelle mani del presidente Silvio Berlusconi che, sciogliendo la riserva o meno, sbloccherà comunque la partita. L'accademico e giurista si è peraltro da poco occupato di Colle, dando alle stampa il suo "L'enigma della successione", che è edito da Feltrinelli.

Nella storia della "successione", esistono figure centrali e figure meno centrali. Lei ha scritto su Twitter che la centralità, al momento, in questa elezione dle nuovo Capo dello Stato, è di Berlusconi.

“C’è una tradizione: il primo nome spetta alla maggioranza parlamentare, anche se relativa. All’epoca della prima repubblica, non a caso, il primo nome lo faceva la Dc. In questo momento, il centrodestra è la coalizione di maggioranza relativa”. Quindi la mossa tocca a Berlusconi? “Certo. Al di là di tutto, il capo coalizione chi è? Si può ragionare di leader del futuro nel centro destra, ma adesso dobbiamo attenerci al presente. Berlusconi è il fondatore della coalizione. Siamo in uno straordinario paradosso della politica italiana: Berlusconi, che è sceso in campo trent’anni fa, che è caduto, che è stato messo da parte e che è stato bistrattato, ha ancora il diritto di prima parola. E se Berlusconi fa un nome condiviso da tutti, tipo Mattarella, rischiamo di chiuderla già lunedì pomeriggio. Ha in mano la carta decisiva".

Però c’è l’eventualità che il nome sia proprio Berlusconi…

"Sì, Berlusconi ha in mano una pistola ma con un colpo solo. Se dice se stesso o dice un altro di centrodestra, non condiviso, non puo più giocare una seconda carta. Se dà una indicazione diversa dal suo nome all’interno del centrodestra bisogna vedere se tiene: ci ricordiamo dei 101 di Prodi. Se dice Draghi o Mattarella, invece, diventa difficile non votarli".

Poi ci sono le tempistiche…

"Il mandato di Mattarella scade il tre febbraio. Quindi se c’è un presidente prima, si apre il passaggio della successione ordinaria. Altrimenti c’è una forbice istituzionale importante, perché non è mai successo di far arrivare a scadenza il capo dello Stato. Ci sarebbero due possibilità: la prorogatio di Mattarella o conferire alla Casellati i poteri di supplente temporanea".

Certo, il prossimo presidente delle Repubblica dovrà occuparsi di Giustizia…

"L’importanza di questo tema è stata sottolineata dal fatto che Mattarella sia andato al CSM in scadenza del mandato. Il presidente ha voluto questa sottolineatura. Molto dipenderà dal prossimo presidente: le indicazioni sono legate alla persona. Certo di cose da fare ce ne sarebbero. Il problema Giustizia mi pare non più rimandabile. Dalla durata dei processi, alla riorganizzazione interna, passando per i rapporti tra Giustizia e politica. Ora è scoppiato anche un caso Grillo…".

Previsioni?

"La giornata chiave può essere lunedì o giovedì. Se Berlusconi, che ha diritto di parola, scioglie la riserva indicando Draghi o Mattarella, si può chiudere anche subito. Al primo scrutinio, come accaduto soltanto due volte, per Ciampi e per Cossiga. Se invece indica un altro nome, siamo alla tattica, come il ciclismo su pista. Ha presente quelle gare in cui prima della volata si attende, ci si marca, si va in surplace? Ecco. Il voto per il Quirinale ha una strategia di preparazione tutto sulla tattica. Come il ciclismo su pista. Bisogna capire se Berlusconi vuole fare l’apripista o il velocista di una volata. Il mio augurio, comunque, è per una elezione rapida e condivisa dai più. In un momento come questo, ci vuole un presidente che unisca. Dobbiamo evitare l’impasse".

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