Centrodestra in piazza. Berlusconi al lavoro per un'iniziativa sicura

Modalità rigorose per evitare assembramenti il 2 giugno. Piano di Fi per le opere sanitarie

Centrodestra in piazza. Berlusconi al lavoro per un'iniziativa sicura

La macchina organizzativa del centrodestra in vista della manifestazione del 2 giugno è ormai partita. Nella giornata di ieri ci sono stati nuovi contatti tra i leader della coalizione ai massimi livelli. Il confronto, insomma, continua serrato alla ricerca di una quadra che possa mettere d'accordo tutti e comporre le diverse sensibilità.

Silvio Berlusconi continua a richiedere una modalità rigorosa che eviti gli assembramenti e tuteli la salute dei partecipanti. Sono state pertanto escluse due ipotesi prese in considerazione in un primo momento: il Circo Massimo e Piazza del Popolo. Più probabile che ci si orienti verso una manifestazione diffusa sul territorio, con iniziative statiche (niente cortei, insomma) senza palchi e con distanziamento tra i partecipanti di almeno un metro.

«Il centrodestra unito in piazza? C'è un ottimo clima, siamo degli affetti stabili» scherza intervenendo ad Agorà Giorgia Meloni. Parole che risuonano nel giorno in cui il centrodestra vota compatto la mozione di sfiducia al ministro Bonafede. «Oggi c'è stata una prova di unità importante» spiega l'azzurro Giuseppe Moles. «Ulteriore esempio di unità il fatto che la Lega abbia scelto di votare la mozione sottoscritta da noi insieme a Emma Bonino. È giustissima l'idea di manifestare in maniera unitaria il 2 giugno, festa di tutti gli italiani, per simboleggiare che il governo rischia di farla al Paese, la festa». Un plauso all'iniziativa arriva anche da Marco Marin. «L'unità del centrodestra non è mai stata in discussione, si conferma un valore importante e si basa su proposte concrete, quelle stesse proposte che purtroppo il governo mostra di non voler ascoltare. Quella del centrodestra è un'offerta plurale dove ognuno con la propria maglia, noi con quella azzurra cucita sul petto, offre il proprio contributo. Noi lo facciamo nel nome dei valori popolari, cattolici, liberali e riformatori».

Forza Italia continua poi spingere affinché l'Europa adotti il massimo degli sforzi possibili per sostenere la ripresa e l'Italia non si privi della possibilità di attingere ai fondi del Mes. «Bene la Commissione europea se punta a un Recovery Fund da 1000 miliardi. La proposta franco-tedesca non è sufficientemente ambiziosa e le resistenze di alcuni Paesi del Nord sono prive di fondamento» sostiene Antonio Tajani. Lo stesso Tajani sta intervenendo sui giornali locali per illustrare quali interventi concreti si potrebbero mettere in campo grazie al Mes. Dopo aver spiegato che con quei fondi sarà possibile costruire il nuovo ospedale di Padova, ieri si è concentrato sul nuovo padiglione del San Matteo di Pavia. «Grazie al Mes potremo mettere mano in ogni provincia alle infrastrutture sanitarie e rafforzarle» spiega Alessandro Cattaneo, responsabile infrastrutture di Fi. «Come ha detto l'ad di Intesa Carlo Messina si tratta di una grande opportunità per rifondare il sistema sanitario e fare in modo che sia all'altezza delle necessità del Paese». Infine se Berlusconi continua a richiedere con forza un patto fiscale sulle pendenze pregresse degli italiani, Mariastella Gelmini denuncia che «la grave scorrettezza contro i professionisti concepita con il decreto Cura Italia - poi corretta dopo la levata di scudi delle opposizioni - viene riproposta con il decreto rilancio: niente bonus per i lavoratori autonomi iscritti a una cassa previdenziale diversa dall'Inps».

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