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La Cgil apre una sede nel centro sociale: sportello sindacale nel palazzo occupato

Il sindacato attiva un servizio di consulenza all'interno dello "Spin Time" di Roma, abusivo da tredici anni

La Cgil apre una sede nel centro sociale: sportello sindacale nel palazzo occupato
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Passare da storico sindacato a realtà che va a braccetto con i centri sociali occupati è questione di un attimo. Ma la recente metamorfosi della Cgil, che scende in piazza al fianco delle sigle più disparate, avrebbe dovuto far presagire qualcosa. L'ultima iniziativa riguarda la nascita dello "sportello lavoro" presso il centro sociale Spin Time di Roma, che sarà inaugurato domani alle ore 15:00 e sarà aperto tutti i giovedì (in foto la locandina). "Uno sportello unico per tanti servizi", si legge sulla pagina degli occupanti che elencano i servizi che saranno messi a disposizione: "Prenotazione appuntamento per tutti i servizi della Cgil, orientamento lavorativo e sociale, certificazione delle competenze e titoli, servizi mediazione abitativa, servizi socio educativi e volti alla formazione". E in più "saranno presenti figure di facilitazione linguistica".

Oltre alla Cgil ci saranno la cooperativa sociale Folias e il Cnca Lazio, ovvero il coordinamento nazionale comunità accoglienti: non si tratta di un'iniziativa qualunque ma del primo tassello tangibile sulla saldatura tra il mondo dell'occupazione, di chi risiede in uno stabile da tredici anni in modo abusivo, con quello sindacale e delle cooperative, in un esperimento senza precedenti.

Come si evince dalle stesse pagine della cooperativa sociale Folias, hanno organizzato eventi anche con Osa e Cambiare Rotta, presenti nelle piazze antagoniste, mentre Cnca si è già schierato in passato a favore dello Spin Time, definendolo espressione di una "comunità viva, meticcia, plurale. Accogliente non per retorica, ma per pratica quotidiana: semina insieme, condivide risorse, costruisce alleanze. Noi, come comunità accoglienti, abbiamo scelto di stare dalla stessa parte e di immaginare un futuro migliore per chi vive questi spazi, per le realtà che li attraversano e per la città tutta".

Ma la Cgil forse dimentica che queste iniziative non tengono conto del costo delle occupazioni per le casse dello Stato italiano: a febbraio, infatti, il mancato sgombero dello Spin Time (un palazzo di 10 piani e 21.000 metri quadri nel rione Esquilino di Roma, occupato nel 2013 da parte del movimento per il diritto all'abitare Action) ha comportato la condanna del Viminale da parte del tribunale Civile di Roma a risarcire per oltre 21 milioni di euro.

Ciò è avvenuto nell'ambito della causa civile intentata dal proprietario dell'immobile, la società InvestiRE Sgr nella qualità di gestore del Fondo Immobili Pubblici.

Ma il ministro Matteo Piantedosi, dopo lo sgombero del Leoncavallo a Milano e di Askatasuna a Torino, ha chiarito in modo ancora più netto quale sia la linea da tenere, quella dell'assenza di tolleranza nei confronti delle oltre cento realtà ancora da sgomberare legate in prevalenza al mondo anarchico ed antagonista. E, tra le realtà più note nella capitale ci sono il CSOA Forte Prenestino, uno dei centri sociali più grandi d'Europa, e proprio lo Spin Time.

Il segretario Maurizio Landini pensa forse, nell'eventualità di una sua discesa in

politica, che un forte bacino di voti possa provenire proprio da quel mondo?

Certo che pensare di aprire uno sportello per il lavoro dove c'è chi si è indebitamente appropriato di un palazzo sembra quantomeno un ossimoro.

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