Cgil, Uil e Ugl in piazza contro manovra e Jobs Act

Cgil e Uil contro manovra e Jobs Act. E la minoranza Pd ne approfitta per attaccare Renzi in attesa della resa dei conti

Cgil, Uil e Ugl in piazza contro manovra e Jobs Act

Cgil, Uil e Ugl scendono in piazza per manifestare contro il Jobs Act. Uno sciopero generale per dire che "Così non va" e chiedere al governo di cambiare politica economica sul lavoro. "Non ci arrendiamo", dice Susanna Camusso, "Vogliamo are voce alle ragioni dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani, dei cassintegrati, dei precari e dei disoccupati. Sarà una giornata decisiva per il cambiamento delle politiche economiche, per il lavoro e per l’estensione dei diritti". "Sicuramente ci saranno disagi per i cittadini", ammette il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, "Noi da anni proponiamo, in certi settori, lo sciopero virtuale, in cui il lavoratore versa la sua giornata di lavoro, e il datore di lavoro versa il doppio della giornata di ogni lavoratore: non ci hanno mai dato ascolto".

Sono 54 le manifestazioni organizzate in tutta Italia: la Cgil parla di un'adesione meida del 70,2% dei lavoratori in tutta Italia. Ma non tutti i cortei si sono svolti in modo pacifico. Scontri tra polizia e manifestanti si sono verificati a Milano quando il corteo è arrivato in piazza Duca d’Aosta davanti al Pirellone: sono stati esplosi alcuni petardi e lacrimogeni, mentre la polizia ha caricato i manifestanti con i manganelli. Undici agenti tra polizia e carabinieri sono stati feriti. A Torino dopo che alcuni manifestanti hanno lanciato pomodori e uova acontro le forze dell'ordine e hanno tentato di forzare il cordone della polizia, sono partite delle cariche. Uova e verdure sono state lanciate anche a Palermo contro la sede Pd e a Bologna contro banche e contro la sede di Ncd.

Allo sciopero generale non aderisce la Cisl, scesa in piazza il primo dicembre con le sole categorie del pubblico impiego e la richiesta del rinnovo contrattuale. "Il Paese ha bisogno di fabbriche aperte, non occupate e la Cisl non si sente affatto isolata", ribadisce il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, dicendo di "rispettare chi fa sciopero e chi lo proclama" ma sottolineando che il suo sindacato ha "scelto un’altra strada: quella della protesta ma anche della proposta".

"È bene che ci sia rispetto reciproco tra governo e sindacati e che non si vada ad una esasperazione come quella di cui oggi abbiamo il segno: non fa bene al Paese", ha detto Giorgio Napolitano, "Mi auguro che si discutano sia le decisioni già prese, come quella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia quelle da prendere soprattutto per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in un contesto europeo". Le polemiche per la manifestazione sono iniziate già ieri, quando il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, aveva deciso di precettare i ferrovieri impedendogli di incrociare le braccia dal momento che altre proteste sono previste nel weekend. Dopo una lunga trattativa e l'intervento del premier, il ministro ha deciso di revocare l'ordinanza.

E a rischiare grosso è proprio Matteo Renzi: lo sciopero ha dato l'occasione alla minoranza Pd di criticare apertamente il governo e il lavoro del segretario a 48 ore dall'assemblea. Nel partito ormai è battaglia aperta: in piazza con i sindacati ci sono Gianni Cuperlo, Massimo D'Alema - che si è preso anche i fischi della piazza a Bari -, Stefano Fassina e Pippo Civati, che non perdono ormai occasione per attaccare il premier e ventilare lo spettro delle elezioni anticipate.

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