Governo, in che mani finiremo

Lega e Cinque stelle si spartiscono le poltrone con un occhio al consenso elettorale

Governo, in che mani finiremo

Se Giuseppe Conte diventasse davvero il nuovo premier, Di Maio e Salvini potrebbero anche assumere la delega di vicepremier per meglio gestire Palazzo Chigi insieme al presidente del Consiglio. Il primo punta, poi, a guidare un superministero che accorpi Sviluppo Economico e Lavoro gestendo temi, come il reddito di cittadinanza, cari al Movimento. E anche per Salvini la scelta del ministero è prettamente elettorale: quello dell'Interno, a capo del quale il leader della Lega punta a mettere in campo le priorità più care alla sua storia politica, ovvero sicurezza e gestione dei migranti. E sul tavolo restano due nodi delicati, legati all'Economia e alla Difesa. Per il resto il totoministri vede Giampiero Massolo quasi sicuramente alla Farnesina, Laura Castelli in pole per le Infrastrutture, Giulia Grillo verso la Sanità. Per la Lega Nicola Molteni potrebbe guidare l'Agricoltura (per il quale circola anche il nome di Fontana), Gian Marco Centinaio è in pole per il nuovo ministero del Turismo, Giulia Bongiorno è tra i favoriti per Riforme e Rapporti con il Parlamento (in merito al quale non si esclude la scelta di Riccardo Fraccaro).

Bongiorno, l'ex pupilla di Fini che punta alla legittima difesa

Palermitana, avvocato di successo diventata celebre per la difesa di Giulio Andreotti, Giulia Bongiorno ha un passato politico nella An di Gianfranco Fini, che la fece eleggere alla Camera nel 2006 (fu anche presidente della commissione Giustizia), e che lei seguì nella scissione di Fli dal Pdl berlusconiano. Dopo essere tornata a tempo pieno alla sua professione, la Bongiorno è stata sedotta dalla Lega salviniana, con cui è tornata in Parlamento, stavolta al Senato. Sostenitrice dell'ampliamento della legittima difesa nell'ordinamento legislativo italiano, è un nome spendibile per il ministero delle Riforme.

Centinaio, il capogruppo esperto di viaggi organizzati

«Nasco a Pavia il 31 ottobre 1971. Nel 1999 mi laureo in Scienze Politiche con indirizzo Economico Territoriale presso l'Università di Pavia, con la votazione di 100/110. Leghista fin dal primo vagito e con la passione per la politica nel sangue, a 19 anni sono già Tesserato Lega Nord, diventando Militante nel 1994». Così si autopresenta Gian Marco Centinaio, attuale capogruppo della Lega al Senato e papabile per il ruolo di ministro del Turismo. «Mi voglio occupare di cose che conosco» ha detto in tv. Il turismo in effetti è la sua materia, dopo la politica, come direttore commerciale di un tour operator.

Il "fascio-comunista" Massolo un diplomatico filo-russo

L'ambasciatore Giampiero Massolo è papabile per il ministero degli Esteri. Gli incarichi attuali di Massolo sono presidente di Fincantieri e presidente dell'Ispi, l'Istituto di politica internazionale di Milano. Massolo ha una formazione volta all'Est Europa, alla Russia e agli Stati Uniti (è nato a Varsavia nel 1956, parla russo), ma i primi passi in carriera li compie a Roma, a Palazzo Chigi, dove arriva nell'ufficio diplomatico del presidente Giulio Andreotti. È stato anche consigliere diplomatico per il G8 del premier Silvio Berlusconi. Cossiga lo chiamava «fascio-comunista».

Fraccaro il "questore" grillino che vuole tagliare i vitalizi

Riccardo Fraccaro, 37 anni, di Montebelluna, è al suo secondo mandato parlamentare. Laureato in diritto internazionale dell'ambiente, ha lavorato come dipendente di una società elettrica. All'inizio della sua attività parlamentare fece parlare di sé perché, durante la discussione sul finanziamento pubblico ai partiti, si rivolse ai deputati degli altri schieramenti politici chiamandoli «ladri» e provocando la sospensione della seduta. Da marzo è questore della Camera, e in quel ruolo guida la battaglia contro i vitalizi. Di Maio lo aveva indicato come ministro per i Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta.

Carelli, giornalista d'assalto e matricola in Parlamento

Sui papabili inquilini del ministero della Cultura spunta il nome di Emilio Carelli, 66 anni, giornalista originario di Crema, alla sua prima volta da deputato alla Camera appena eletto nelle file del M5s. Ex direttore di SkyTg24 fin dalla nascita, ha lavorato per molti anni nelle reti Mediaset dove è stato anche vicedirettore dei tg Studio Aperto e Tg5, prima di guidare Tgcom e poi passare a Sky. Sotto la sua direzione la squadra SkyTg24 combatte diverse battaglie e tra queste quella contro l'aumento dell'Iva per gli abbonati delle Pay Tv, e quella sul ddl intercettazioni.

Castelli, la grillina no tav contraria alle grandi opere

«Non è vero che nel programma non c'è il no alla Tav. La forma in cui l'abbiamo scritta rafforza ancora di più l'interruzione di quell'opera inutile». Sono le parole della deputata del M5s, Laura Castelli, grillina sin dalla prima ora, laureata in Economia aziendale, che in questi giorni ha fatto parte del tavolo tecnico per la stesura del contratto tra il Movimento e la Lega. Torinese, 31 anni, alla sue seconda legislatura, va verso il dicastero delle Infrastrutture. Un ministero molto pericoloso nelle sue mani visto che è contro la Tav e molto vicina ai movimenti no tav.

Il carabiniere ecologista Costa eroe della "Terra dei Fuochi"

Ha scoperto la Terra dei Fuochi e Di Maio lo vuole al ministero dell'Ambiente. Sergio Costa, Generale di Brigata dell'Arma dei Carabinieri, commenta così l'offerta del candidato premier dei 5 stelle: «Da servitore dello Stato, qualora il premier incaricato ritenesse di indicarmi come possibile ministro dell'Ambiente, mi renderò disponibile». Classe 1959, Costa ha una laurea magistrale in Scienze Agrarie, seguita da un master in Diritto dell'ambiente. È stato comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, fino allo scioglimento del corpo stesso il 31 dicembre 2016.

Spadafora, l'ombra di Luigino che ha fatto il tour dei partiti

Nato ad Afragola Spadafora si è affaccia alla politica con Francesco Rutelli e Alfonso Pecoraro Scanio. Nel 2008 diventa presidente di Unicef Italia, passano tre anni e nel 2011 gli allora presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, lo nominano primo Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. Alle politiche del 4 marzo Spadafora entra alla Camera dei deputati tra le fila M5S e si guadagna un posto nell'Ufficio di presidenza di Montecitorio come segretario di presidenza. E ora potrebbe entrare nella squadra del governo giallo-verde targato.

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