Che noia l'orgoglio della ruga Elogio del ritocchino libero

La Parisi in tv si schiera contro la chirurgia estetica e con lei tante altre star. Ma quanta retorica c'è dietro

Che noia l'orgoglio della ruga Elogio del ritocchino libero

Da qualche giorno sono assalita da un'irrefrenabile voglia di filler. Vi prego, gonfiatemi zigomi e fronte, voglio la pelle più levigata del mondo, rimpolpatemi le labbra, toglietemi di dosso gli ultimi dieci anni di corrugamenti, smorfie, raggrinzamenti cutanei. Voglio una pelle splendida. Ho 30 anni, non uno di più, il codice a barre sul labbro superiore non c'è ancora, non ho neppure le zampe di gallina sotto gli occhi, ma sull'angolo destro della bocca s'insinua, maliziosa, una increspatura. Non appena quel segno diventerà un vero e proprio solco - come si dice, non riesco a dirlo, una «ruga» - non avrò la minima esitazione. Dovrei perciò nutrire un qualche senso di colpa? Al gala parigino per il calendario Pirelli 2017 ero seduta a pochi metri da Nicole Kidman che aveva raccontato la gioia di essere fotografata dal maestro Peter Lindbergh senza trucco e senza ritocchi. Basta donne giovani e nude, adesso va di moda la rivincita della vecchiaia. Lindbergh ha confessato di sentirsi «responsabile di liberare le donne dall'ideale di eterna giovinezza». C'è forse qualcosa di disdicevole nel tentativo di attenuare le imperfezioni del tempo? Oppure la religione dell'esteticamente corretto ci impone di abbracciare le rughe come la più esaltante delle conquiste? Poi ho acceso la tv e su Rai1 ho ascoltato Heather Parisi: «La conoscete? ha esordito lei - È la mia faccia. Io non l'ho mai cambiata. All'inizio guardavo con disprezzo le donne che si rifanno il corpo per fermare il tempo e per i giudizi della gente. Ora la penso diversamente. Credo che la colpa non sia delle donne ma di un mondo che non ti vuole mai come sei». Il panegirico delle rughe porta con sé la reprimenda contro la chirurgia plastica. «Se oggi a un provino hai un bel fondoschiena hai più possibilità di essere scelta», forse ai tempi della Parisi contava solo il cervello. «Io ogni mattina trovo il coraggio di guardarmi allo specchio e di piacermi così. Perché ho la fortuna di avere a fianco un uomo che mi guarda per ciò che sono», beata te, cara Heather, ma cercare le proprie conferme in un'altra persona è sempre un'arma a doppio taglio. Ad ogni modo, l'orgoglio della ruga, come ultima frontiera del moralismo rosa, svela una ridda di luoghi comuni. La donna che ricorre all'aiutino non è per forza in lotta con la propria età, dilaniata da particolari dilemmi interiori. Magari si piace ugualmente, è sessualmente appagata, eppure pensa di poter ricorrere a un rimedio che la scienza mette a disposizione per migliorarsi un po', per sentirsi più bella, senza il contorno di giudizi morali e psicologismi d'accatto. Un volto solcato di rughe non è bello. Fermare il tempo è un'illusione, così come raccontarsi che la vecchiaia e la giovinezza pari sono. La bellezza è della gioventù, prima che sfiorisca. Coglierla a pieno, e coccolarsi nel suo nostalgico ricordo, magari con un'iniezione di filler, non è reato. E neppure peccato.

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