Il 15 settembre scorso Valter Lavitola era a Torvaianica, proprio "nei pressi dell'abitazione di Sigfrido Ranucci". Si trovava lì, ricostruiscono gli inquirenti, con Clesio Tavares, un dipendente della società "Cefalù", collegata all'omonimo ristorante riconducibile all'ex "faccendiere" nel quartiere Monteverde nella Capitale.
Per i pm di Roma non si sarebbe trattato di una casualità, ma del primo sopralluogo in vista dell'attentato che sarebbe avvenuto un mese dopo, la sera del 16 ottobre. Eccolo per chi indaga, il presunto mandante del "gravissimo atto intimidatorio" eseguito con metodo mafioso contro il conduttore di Report. Lavitola avrebbe incaricato Tavares di "individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all'abitazione del giornalista".
È l'esito clamoroso a cui sono arrivate finora le indagini che sono ancora in corso per individuare un movente ed eventuali altri soggetti collegati a Lavitola, accusato dai pm anche del reato di strage. Ma per ora ci sarebbe lui, il controverso imprenditore finito al centro di molte vicende giudiziarie, dietro la bomba piazzata da una banda criminale venuta apposta dalla provincia di Avellino. Quel Lavitola che era da tempo ormai amico "stretto" di Ranucci, oltre che una fonte, come lo stesso giornalista ha spiegato sconcertato e attonito di fronte ai risultati dell'inchiesta. La foto pubblicata nel 2023 dal Riformista che ritraeva al Cefalù il conduttore di Report allo stesso tavolo con Lavitola e altre persone non era altro che la conferma di una delle tante cene avvenute nell'ambito di un rapporto di amicizia che Ranucci non ha mai nascosto.
È in questo perimetro misterioso che ora si muovono gli inquirenti alla ricerca di un possibile movente da parte di un amico. Di certo Lavitola, che sarà interrogato oggi, non avrebbe agito da solo. Ma con il camerunense Gomes Tavares, 47 anni, che formalmente, scrivono i pm nel decreto di perquisizione, è dipendente dal 2017 della società Cefalù. Ma i camerieri del ristorante dicono di non averlo mai visto, mentre gli abitanti della zona riferiscono che in realtà sarebbe stato una sorta di autista e tuttofare di Lavitola.
Tavares sarebbe stato l'intermediario capace di ingaggiare gli esecutori materiali dell'azione, che erano già stati arrestati nei giorni scorsi: Pellegrino D'Avino, che avrebbe procurato l'esplosivo, la sua compagna, Saverio Mutone, e Antonio Passariello. Sarebbe stato quest'ultimo, che ha diversi precedenti, a piazzare materialmente la bomba, accompagnato da Mutone, mentre il sopralluogo della banda sarebbe avvenuto sei giorni prima. Ed è dall'analisi dei loro telefoni sequestrati e dall'incrocio di celle e tabulati che i magistrati sono risaliti a quella che ritengono la testa dell'attentato. Nelle conversazioni intercettate il mandante non veniva mai nominato. Gli indagati parlavano di "quello". Per i pm si riferivano all'intermediario Gomes Tavares, che avrebbe trasmesso loro gli ordini. Oltre a contattarli, a prestargli la sua Renault - anche se poi l'attentato è stato portato a termine usando una 500 X a noleggio - avrebbe tenuto lui le comunicazioni. In particolare, con uno dei componenti del gruppo che il camerunense forse già conosceva, Pellegrino D'Avino.
Gomes Tavares ha lasciato l'Italia poco dopo l'azione per tornare in Camerun, secondo gli inquirenti, con il sostegno di Lavitola che si sarebbe preoccupato anche di "fornirgli assistenza legale". La compagna di Tavares, intercettata, si lamentava "del fatto che non è ancora rientrato in Italia, citando tale Valter come il soggetto dal quale dipende il suo ritorno", annotano i pm. E lo stesso D'Avino quando i carabinieri si sono presentati per arrestarlo, avrebbe riferito al suocero di avvisare "Gomes" affinché allertasse "quell'altro". Dove "quell'altro" per i chi indaga sarebbe Lavitola.
Resta il giallo di un movente al momento impensabile per la stessa vittima
della bomba. Non si esclude nessuna pista. Nemmeno che ci siano altri livelli. Ora i pm puntano a cercare nei dispositivi sequestrati altri elementi. E a sentire la versione di Lavitola. Sempre se deciderà di rispondere.