Chi è Nencini, il "socialista costruttore" diviso tra Renzi e il Pd

Nella lista dei senatori "costruttori" che appoggiano il Conte bis c'è anche Riccardo Nencini, "l'ultimo dei craxiani". Stefania Craxi: "È libero di fare ciò che vuole, ma non nel nome di mio padre"

Chi è Nencini, il "socialista costruttore" diviso tra Renzi e il Pd

Si avvicina il redde rationem per il Conte bis. Il voto al Senato servirà a far prendere una direzione alla scialuppa del governo. Non c’è un porto sicuro all’orizzonte anche se il premier ha lavorato sodo per arruolare qualcuno in grado di costruirlo. Uno di questi è il senatore toscano del gruppo Psi-Iv Riccardo Nencini.

Intellettuale, scrittore, cultore della storia e appassionato di ciclismo (sarebbe fiero zio Gastone Nencini), il suo curriculum è una lunga sfilza di già: segretario del Psi, governatore della Toscana, eurodeputato. Nel 2013 si candida nelle liste del Pd e diventa pure senatore. Viene nominato viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti da Renzi e riconfermato da Gentiloni. Alle ultime elezioni politiche corre nella coalizione di centrosinistra con una lista che raccoglie socialisti, Verdi e prodiani e viene rieletto a Palazzo Madama. Passa al gruppo misto, e da lì soccorre l’ex rottamatore spalancando ad Italia viva le porte del Senato.

Sì perché nel lungo elenco di qualifiche che scandiscono il percorso politico di Nencini c’è anche quello di detentore del simbolo del Psi. Il garofano rosso che è servito a Renzi per smarcarsi dalla casa madre e costruire un gruppo autonomo. Una carta che potrebbe rivelarsi utile anche per Conte, visto che Mattarella non si accontenterà di una costellazione di peones disorganizzati. Nonostante Nencini sia un politico navigato, questi sono giorni difficili anche per lui. Ai taccuini di Repubblica ha detto di sentirsi come Ulisse sulla nave "ma con coerenza socialista puntiamo dritti su Itaca".

Itaca si chiama fiducia e per raggiungerla servono 161 voti. Il governo Conte ne avrebbe 156. E allora c’è bisogno di costruttori, muratori e anche manovali. "Bisogna utilizzare il tempo che ci separa dalla crisi in Parlamento per ricostruire la maggioranza. Con muratori, manovali, chiamateli come volete", diceva qualche giorno fa il senatore. Un appello accorato a tutte le forze in campo oppure, come ipotizza qualcuno, si è trattato di una strizzatina d’occhio alla massoneria? Difficile immaginare che un uomo di cultura come lui non sappia che nel linguaggio massonico il manovale è l’iniziato, mentre il muratore è il grado successivo.

Anche perché, come racconta L’Espresso, Nencini ha partecipato più volte agli eventi del Grande oriente d’Italia (Goi). Stando a quello che abbiamo ricostruito noi del Giornale.it però il senatore non risulta nei registri ufficiali del Goi. "Potrebbe essere iscritto ad una loggia coperta – ipotizza una fonte – anche se è strano che chi ne faccia parte si esponga così, di solito si tende ad usare la massima riservatezza". Sulla questione è arrivata subito la smentita del portavoce del parlamentare: "Il senatore non è e non è mai stato massone. I muratori sono coloro che costruiscono senza nessun altro sottinteso".

Passando oltre c’è da capire cosa farà oggi "l’ultimo dei craxiani". Il suo obiettivo era quello di ricucire lo strappo: "Chi ha maggiori responsabilità è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti e tenendo fermo il richiamo del Presidente della Repubblica". Ma come si comporterà adesso che Conte ha chiuso ogni finestra di dialogo con Iv. Non si avventura in pronostici neppure chi lo conosce bene come Fabrizio Cicchitto, ex parlamentare del Psi: "Cosa farà? Posso dirle quello che farei io: mi asterrei, ma io sono in una posizione diversa, lui ha contemporaneamente un legame con il Pd, con cui è stato eletto, ed uno con Iv".

Per quanto lo riguarda, Cicchitto non vede di buon occhio il trasformismo del premier. "Culturalmente Conte si è sempre riferito alla Dc, ma leader come De Gasperi e Moro erano inclusivi, non repulsivi", spiega in merito all’arroccamento del premier, che ha definito lo strappo con i renziani "incancellabile". "Conte ha mandato in aria il tentativo di ricomporre la maggioranza includendo anche Renzi, auspicherei che Nencini prenda le distanze da questo atteggiamento, anche se mi rendo conto di tutte le problematiche ed i vincoli del caso".

Su un eventuale appoggio del senatore al Conte bis, Stefania Craxi è categorica: "Onestamente è vero che Nencini nel momento della crisi del Psi e dell’attacco a Craxi si comportò bene e non abiurò, dopodiché invece di riallacciarsi al socialismo liberale di Craxi ha preso la strada di De Martino, subordinando il socialismo alla cultura comunista, e la cosa più stupefacente è che oggi sembra essersi inventato il socialismo responsabile". La figlia di Craxi è amareggiata: "Nencini è libero di fare ciò che vuole, ma non nel nome di mio padre. Che il simbolo del Psi in questi anni sia diventato merce di scambio per le poltrone lo trovo vergognoso".