Chiusa l'inchiesta su Alitalia, 21 indagati eccellenti

Tra questi ci sono Montezemolo, Colaninno, Mustier ed Hogan. Nel procedimento risulta indagata anche la stessa società

Chiusa l'inchiesta su Alitalia, 21 indagati eccellenti

Chiusa l’inchiesta sul dissesto di Alitalia. Ci 21 indagati, tra cui ex componenti del cda, vertici, commissari e consulenti che si sono susseguiti durante gli anni nell'amministrazione della società. Come detto, la procura di Civitavecchia ha chiuso le indagini sulla gestione della compagnia di bandiera notificando il 415 bis agli indagati. Le ipotesi di reato, vanno a vario titolo dalla bancarotta fraudolenta aggravata alle false comunicazioni sociali e ostacolo alle funzioni di vigilanza. Inoltre, tra le accuse attribuite a quattro ex dirigenti vi è quella di aver speso quasi 600 mila euro per vari eventi.

Secondo quanto riportano le agenzie, tra gli indagati figurano nomi eccellenti come Luca Cordero di Montezemolo e Roberto Colaninno, ex manager della compagnia ma anche l'ex commissario Enrico Laghi, ovvero il neo commissario liquidatore di Air Italy, Jean Pierre Mustier di Unicredit e James Reginald Hogan, ex amministratore delegato (ad) di Etihad. Poi ci sono Antonella Mansi, vicepresidente di Confindustria e Cramer Ball, ex ad della società. Inoltre, nel procedimento risulta indagata anche la società Alitalia Sai per responsabilità amministrativa degli enti. Le indagini sono condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma.

Alitalia Sai è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria con decreto del ministero dello Sviluppo economico del 2 maggio 2017. Nove giorni dopo è seguita la dichiarazione di insolvenza del tribunale di Civitavecchia. Come riportano le stesse agenzie, gli indagati avrebbero avallato il bilancio 2015 "falsamente certificato dal revisore Domenico Falcone, con l'approvazione della situazione patrimoniale al 31 ottobre 2016 e al 28 febbraio 2017”.

Secondo le accuse gli ex vertici della società avrebbero fornito dati di segno positivo non conformi al vero e avrebbero consentito l’aumento dell’esposizione debitoria. La tesi dell’accusa è che in questo modo “cagionavano, o comunque concorrevano a cagionare, il dissesto della società, anche aggravandolo e comunque accettando il rischio di cagionarlo o di incrementarlo”. Gli ex amministratori delegati Silvano Cassano e Marc Cramer Ball, in concorso con altri manager e membri del consiglio d’amministrazione, avrebbero omesso dati "al fine di conseguire un ingiusto profitto consistente nel far sopravvivere artificiosamente la società" e fatto registrare una falsa plusvalenza nell'esercizio 2016 di un valore pari a 39 milioni di euro, per "compensare i risultati negativi”.

Secondo la procura di Civitavecchia, così facendo “non impedivano l'esposizione (avendone il dovere) nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato 2015, nelle relazioni approvate il 22 dicembre 2016 e 27 aprile 2017, di fatti rilevanti non rispondenti al vero sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società”.

Come detto, quasi 600mila euro di Alitalia sarebbero stati utilizzati dagli amministratori della compagnia aerea per vari eventi. È una delle contestazioni che la procura di Civitavecchia attribuisce a quattro ex dirigenti (Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo, Marc Cramer Ball e Duncan Naysmith). Al vaglio degli inquirenti ci sono 458 mila euro spesi per quattro eventi aziendali, oltre 133 mila euro per un catering verso la società Relais Le Jardin e quasi 6 mila euro per una cena di gala a favore della società Casina Valadier.