Chiusure prorogate al 3 maggio: "Mantenere ancora alta la guardia"

Il premier conferma il lockdown per l'emergenza virus. Riapriranno cartolerie e librerie. Sul Mes: "Non ho firmato"

La conferenza di Giuseppe Conte inizia con quasi sei ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Il premier proroga le chiusure fino al prossimo 3 maggio.

Riavvolgiamo il nastro. All'indomani del concitato Eurogruppo che ha segnato la debacle, il premier, travolto dalle critiche, annuncia su Facebook l'ennesimo appuntamento cruciale. Passano le ore e non appare nessuna diretta. Poco dopo le 19:30, ecco apparire la diretta del presidente del Consiglio.

A casa fino (almeno) al 3 maggio

Conte va dritto al punto. Il messaggio chiave è che dovremo “continuare a mantenere alta la soglia dell'attenzione”, quindi sarà necessario restare a casa per altre giornate. Il nuovo traguardo da raggiungere è il prossimo 3 maggio.

Anche adesso che si avvicina la Pasqua – spiega Conte - non dobbiamo abbassare la guardia. Siamo impazienti di ripartire. L'auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con qualche gradualità. Questo risultato dipenderà dal nostro comportamento. Dobbiamo compiere questo sforzo e continuare a rispettare le regole”.

Le novità del Dcpm

Per quanto riguarda il mondo del lavoro, come da programma, riaprono pochissime attività. “La proroga che oggi disponiamo con questo nuovo Dpcm appena firmato – aggiunge il premier - vale anche per le attività produttive. Ci sta a cuore la tenuta del nostro tessuto socio-economico e produttivo. Vogliamo far ripartire quanto prima il motore del nostro Paese a pieno regime ma non siamo ancora in questa condizione. Dobbiamo quindi attendere ancora. Posso promettervi che se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, alla luce della raccomandazione dei nostri esperti, cercheremo di provvedere per conseguenza”.

Quali sono le variazioni? Conte arriva al punto: “C'è qualche piccola novità in merito alle attività produttive. Dal 14 aprile riapriamo con ponderazione cartolibrerie, librerie, negozi per neonati. Riapriamo anche la selvicultura e varie attività forestali”.

Verso la fase 2

A differenza delle ultime conferenze, Conte parla anche del futuro: “Il lavoro per la fase 2 è già partito. Non possiamo aspettare che il virus scompaia dal nostro territorio. Siamo già al lavoro per far ripartire il lavoro. Lavoriamo su un programma che poggia su due pilastri: l'istituzione di un gruppo di esperti e di un protocollo di sicurezza nel luogo di lavoro. Ci affideremo a un gruppo di esperti che conterà varie personalità. Questi dialogheranno con il comitato tecnico scientifico”.

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