Comunali, Colle e Rai. Ecco i prossimi test del centrodestra unito

Al lavoro dopo l'incontro Berlusconi-Meloni. E Salvini apre la partita del voto in Sicilia

Comunali, Colle e Rai. Ecco i prossimi test del centrodestra unito

Il giorno dopo il vertice di Villa Certosa tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, il centrodestra si interroga su come dare un seguito concreto alla ricucitura.

Il primo test è rappresentato dalla campagna elettorale delle Amministrative del 3 e 4 ottobre, appuntamento tutt'altro che facile dove il centrodestra punta a strappare almeno una o due delle cinque grandi città al voto, Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna, attualmente guidate da Pd o Cinquestelle. Ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere, così come bisogna ritrovare la giusta compattezza nel sostegno a Roberto Occhiuto, candidato già ufficializzato ma messo in discussione qualche giorno fa da Fratelli d'Italia, dopo lo scontro sulla composizione del cda Rai. Il chiarimento avvenuto in Sardegna certifica la ritrovata collaborazione ma ora bisognerà lanciare segnali concreti agli elettori.

Le partite aperte sono molte. Matteo Salvini, ad esempio, sta iniziando a lanciare segnali in vista delle Regionali siciliane previste per il prossimo anno, una consultazione in vista della quale il Capitano intende proporre un proprio candidato, al netto della stima per Nello Musumeci. Operazione che dovrebbe interessare anche Palermo e la successione a Leoluca Orlando.

Il secondo grande fronte è naturalmente la corsa per il Quirinale, operazione in vista della quale la coalizione dovrà cercare di costruire una strategia comune e creare le condizioni per arrivare ad avere una figura di area o perlomeno un candidato non ostile. Giancarlo Giorgetti da Cervia ha fatto intendere che la candidatura di Mario Draghi per il Colle rappresenterebbe un «problema politico» visto che difficilmente un governo di unità nazionale, fondato sul suo carisma, potrebbe reggere senza la sua guida. Ieri lo stesso Giorgetti, a margine della visita agli stabilimenti friulani della Danieli, ha risposto con una battuta a chi gli chiedeva cosa attenda Draghi dopo il 2023: «Consultate gli oroscopi».

Di certo dal Carroccio è arrivato ieri un piccolo segnale di pace sul fronte dei rapporti interni al governo. Salvini, infatti, dopo aver minacciato di staccare la spina all'esecutivo in assenza di una mossa decisa dal parte del Viminale sugli sbarchi, ha registrato come un «segnale positivo» la richiesta di un «cambio di marcia» sull'immigrazione mossa da Luciana Lamorgese al commissario europeo Affari interni, Ylva Johansson. «Ma le due navi di Ong francese e tedesca non devono sbarcare in Italia, a questo punto».

Se la richiesta che arriva da Fratelli d'Italia di avere la presidenza della Vigilanza Rai non sembra destinata ad avere un seguito, si lavora su una ridefinizione dei vertici di Viale Mazzini dopo le Amministrative con una compensazione per Fdi. Un'altra richiesta con cui ci si dovrà misurare è quella di evitare blitz sulla legge elettorale. Giorgia Meloni chiede di evitare modifiche tali da favorire nuove grandi alleanze, fuori dal perimetro naturale del centrodestra. Lega e Forza Italia non solleveranno obiezioni e non si faranno tentare dal proporzionale. I nodi da sciogliere, insomma, non mancano. Ma il dialogo ora è davvero ripartito come conferma Licia Ronzulli. «La coalizione non ha nessun nemico in casa e Forza Italia non ha mai avuto atteggiamenti predatori nei confronti degli altri partiti del centrodestra, ci aspettiamo lo stesso trattamento».

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