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In consolato una lista nera dei dissidenti. "Io al bando perché contesto il regime"

Il caso di Ashkan Rostami, attivista per la democrazia. La Lega: "Grave violazione dei diritti per motivi politici"

In consolato una lista nera dei dissidenti. "Io al bando perché contesto il regime"
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L'Iran mette al bando i dissidenti politici anche in Italia. La mossa delle autorità di Teheran, ovviamente, si inserisce nel quadro della repressione e delle tensioni internazionali legate alla guerra, e potrebbe avere ripercussioni anche sul piano diplomatico, oltre che conseguenze pesanti per le persone coinvolte.

Il caso riguarda più persone ed è stato portato alla luce a Parma, a partire dalla vicenda personale di Ashkan Rostami, uno dei più autorevoli esponenti della diaspora iraniana in Europa, attivista per la democrazia, membro dell'Institute for a new Middle East e noto per essere un amico della Comunità ebraica e della Brigata ebraica.

Un consigliere della Lega Andrea Bettati lo ha sollevato, portandolo all'attenzione del Consiglio comunale della città emiliana. Una vicenda "grave e profondamente significativa - l'ha definita Bettati - non solo sul piano personale ma dei diritti e delle libertà fondamentali". "Un residente della nostra città da circa dieci anni vive e lavora partecipa attivamente alla vita sociale e civile e di Parma - ha raccontato - Una persona che, pur non essendo ancora formalmente italiano è ormai parte integrante della nostra comunità". "Per la sua attività politica e civile contro il regime islamico e per il suo costante sostegno alla comunità ebraica e contro l'antisemitismo - ha proseguito - il suo nominativo sarebbe stato inserito in una lista nera da parte delle autorità consolari iraniane, una situazione estremamente preoccupante, che comporterebbe il rifiuto di servizi consolari e amministrativi fondamentali".

Il consigliere leghista ha sottolineato che la mossa delle autorità consolari "non va sottovalutata neanche sotto il profilo della sicurezza personale", anche perché è noto che il regime islamico in Iran e i suoi ambienti simpatizzanti all'estero "abbiano più volte assunto atteggiamenti discriminatori verso dissidenti e oppositori politici creando situazioni di forte esposizione e potenziali rischio per la loro incolumità". "Inaccettabile", per la Lega, che un regime possa esercitare "pressioni" o "forme di discriminazione" verso chi ha scelto di "vivere in Italia come luogo di democrazia e libertà".

L'esclusione dei servizi consolari avrebbe conseguenze molto pesanti, soprattutto perché potrebbe ostacolare l'ottenimento della cittadinanza, ma anche danneggiare chi - si pensi agli studenti - detiene un permesso di soggiorno di breve durata, o chi deve rinnovare un permesso di lungo periodo.

"Da anni vivo a Parma - ha detto Rostami - lavoro, partecipo alla vita civile e politica della città e porto avanti il mio impegno contro il regime islamico in Iran, contro l'antisemitismo e a sostegno dei diritti umani". "Per questo - ha proseguito - secondo quanto emerso, sarei stato inserito in una lista nera dalle autorità consolari iraniane, con possibili conseguenze sul piano amministrativo e personale".

"Ringrazio Bettati - ha concluso il dissidente iraniano - per aver deciso di dare voce pubblicamente a questa situazione, dimostrando attenzione, coraggio e vicinanza umana e politica. E ringrazio anche chi in queste ore mi sta esprimendo solidarietà".

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