Crisi, Conte in Senato attacca Salvini e rassegna le dimissioni

Al via in Senato l'iter che porterà alla fine del governo gialloverde. Prima la capigruppo, poi le comunicazioni in Aula

Crisi, Conte in Senato attacca Salvini e rassegna le dimissioni

"Questo governo si arresta qui". Al Senato è il giorno di Giuseppe Conte. Il premier è in Aula per spiegare le ragioni dell'inedita crisi estiva che porta alla conclusione dell'esperienza di governo gialloverde. Al suo fianco c'è Luigi Di Maio, ma pure Matteo Salvini che siede al suo posto tra i banchi del governo.

Una crisi "innescata dal ministro dell'Interno", sottolinea più volte accusando il vicepremier "irresponsabile" di aver agito "per interessi personali e di partito" e di aver "ha disatteso l'impegno solenne" preso con il contratto di governo.

"Siamo al cospetto di una decisione grave che comporta conseguenze per la vita del Paese, da qui l'urgenza di un dibattito tra tutti i protagonisti della crisi", dice Conte ai senatori snocciolando i motivi per cui questa crisi di governo doveva essere evitata, "Questa decisione ha comportato e comporta gravi rischi per il Paese. C'è un rischio elevato dell'esercizio provvisorio, è altamente probabile".

Più volte nel suo discorso il premier attacca duramente Salvini, nonostante la stretta di mano iniziale, dai banchi della Lega si sono sollevati fischi e proteste, mentre da quelli dei 5 Stelle applausi e ovazioni. Il presidente della Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati è stata costretta a intervenire ripetutamente per permettere a Conte di continuare. La seduta si era aperta con contestazioni fuori da Palazzo Madama e ai ministri 5 Stelle che hanno occupato i banchi del governo destinati ai membri leghisti dell'esecutivo.

Poi si è rivolto allo stesso Matteo Salvini- che pure ha reagito scuotendo la testa mentre il premier lo accusava di "opportunismo politico" -: "Le crisi di governo si affrontano in Parlamento non nelle piazze", accusa, "Non hai dimostrato cultura delle regole". Dalla questione russa al volere "pieni poteri", fino all'uso dei "simboli religiosi", Conte critica tutto l'operato del suo ministro.

Quello che si era presentato come "avvocato degli italiani" ha quindi annunciato le sue dimissioni, ma spera che il Quirinale non decida per elezioni anticipate che bloccherebbero "l'iter delle riforme".

"Interrompo qui questa esperienza di governo", ha concluso il premier, "Ascolterò gli interventi che arriveranno. Preannuncio che intendo completare questo passaggio istituzionale in modo coerente. Il presidente della Repubblica guiderà il Paese in questo passaggio costituzionale. Colgo l'occasione per rinnovare i miei ringraziamenti per i consigli che mi ha sempre dato".

"Parli come Roberto Saviano", replica il leader della Lega in un discorso spesso contestato e interrotto soprattutto dai senatori del Pd. Il vicepermier ha chiesto a gran voce un ritorno alle urne, mentre Matteo Renzi ha ribadito l'opportunità, secondo lui, di instaurare subito un nuovo governo per "evitare l'aumento dell'Iva". "Non ci possiamo permettere l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’Iva che voi avete inserito in legge di Bilancio", spiega però Anna Maria Bernini (Forza Italia), "Siamo convinti che tutto questo vada evitato ma per questo bisogna andare il più velocemente possibile al voto".

Termina così, dopo cinque settimane di scontro, l'esperienza del governo gialloverde e si aprirebbe l'iter che porta a un

nuovo esecutivo. Se si andrà a votare o meno lo deciderà però Sergio Mattarella. In serata il premier ha rassegnato le sue dimissioni al Qurinale. Già da domani il via alle consultazioni che termineranno giovedì pomeriggio con Lega e M5s.

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