Conte lancia il patto con le opposizioni: "Collaboriamo su tre grandi riforme"

Il premier si appella al centrodestra per sanità, giustizia e semplificazione: "Bisogna edificare un paese più equo, più solidale, più verde"

Conte lancia il patto con le opposizioni: "Collaboriamo su tre grandi riforme"

L'Italia deve ripartire in fretta e per farlo serve la massima collaborazione anche da parte dell'opposizione: la tesi sostenuta da Giuseppe Conte è chiara e non lascia spazio a libere interpretazioni. Un vero e proprio patto offerto al centrodestra che tenga conto dei temi cruciali per il nostro Paese. Il presidente del Consiglio ha elencato tutti i possibili temi su cui collaborare e sui quali vorrebbe coinvolgere in Parlamento anche la coalizione formata da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi: "Sono tanti i progetti di riforma su cui l’opposizione può offrire il proprio contributo". Su tutti gli "interventi normativi per accelerare i tempi dei processi", senza dimenticare "la più ampia riforma per la semplificazione di tutto il sistema".

Nell'intervista rilasciata a Il Foglio, il premier ha parlato del decreto Rilancio recentemente pubblico sulla Gazzetta ufficiale: "Siamo intervenuti in maniera significativa su alcuni settori cruciali, destinati a lasciare una importante eredità". E ha rivendicato una serie di misure introdotte, dal potenziamento del sistema e di tutto il personale sanitario agli investimenti nella scuola, nell’università, nella ricerca. "Capitale umano, ricerca e innovazione saranno le leve fondamentali su cui il paese deve puntare per rinascere", ha aggiunto. Tuttavia non mancano delle lacune: molti lavoratori rimarranno con le tasche vuote. A rimetterci saranno i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza, che vanno ad allungare una lista già lunga di esclusi. Con un domani tutto da costruire bisognerà ripensare il modello di formazione dell'Italia, orientandolo verso un sistema basato "su un processo continuo di apprendimento delle conoscenze e delle competenze, per edificare un paese più equo, più solidale, più verde".

Mes e Recovery fund

L'avvocato ha smentito di aver esplicitato la volontà di ricorrere al Meccanismo europeo di stabilità dopo la Francia: "Non l'ho mai dichiarato né pensato. Il Mes è uno strumento nato dall'esito di crisi molto diverse rispetto a quella che stiamo vivendo". Perciò ha colto l'occasione per ribadire che la vera partita per il rilancio della nostra economia si gioca sul Recovery fund, alla luce dell'accordo tra Francia e Germania, specialmente se "le condizioni dovessero riguardare la discesa del debito pubblico sarebbero accettabili per il nostro governo".

Uno degli obiettivi su cui il capo del governo giallorosso intende lavorare riguarda l'introduzione di alcune modifiche al diritto societario al fine di "favorire la capitalizzazione delle imprese" da una parte, e di "introdurre modelli di governance più snelli ed efficaci, senza comprimere i diritti delle minoranze" dall'altra. Un altro tema fondamentale da affrontare sarà il sistema giustizia, da "rendere più efficace" accelerando i tempi di quella civile, penale e tributaria. Comunque ogni progetto di riforma deve garantire "l'autonomia della magistratura e l'indipendenza della politica". A livello europeo vorrebbe creare "un quadro regolatorio sul piano fiscale per bandire la pratiche di dumping fiscale". Conte infine ha affrontato il tema della sburocratizzazione, che definisce "la madre di tutte le riforme" poiché potrebbe essere in grado di rilanciare la competitività e di accrescere la produttività.

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